Corriere della Sera, 23 aprile 2026
Federdanza nel caos. Il Coni sapeva tutto da cinque anni
Oltre alle carte giudiziarie dell’inchiesta in corso della Procura di Roma, a rendere più difficile la posizione della Federazione Italiana Danza Sportiva (Fidems) e della sua presidente Laura Lunetta e a mettere in discussione anche la gestione precedente di alcuni uffici dello stesso Coni per omesso controllo è un documento riservato e mai reso pubblico di dieci pagine inviato il 18 ottobre 2021 ai vertici federali (all’epoca al comando c’era Renzo Resciniti, che si dimise) e all’Ufficio di Vigilanza dello stesso Coni.
Il documento, a firma di Dario Tozzi – che oggi dirige la Vigilanza della Figc, Lega Dilettanti – è una severa disamina del modus operandi della Fidems con cui si segnalava la situazione di «grave rischio organizzativo», invitando sia la Fidesm che il Coni ad interventi efficaci ed urgenti. L’Organo di Vigilanza metteva addirittura nero su bianco tredici possibili ipotesi di reato in cui potevano incorrere i dirigenti, dalla truffa aggravata al riciclaggio, all’associazione a delinquere, alla frode e all’emissione di fatture per prestazioni inesistenti. Eppure, a giudicare da ciò che trapela dell’inchiesta attuale, poco o nulla venne fatto per rimediare alla situazione.
Sulla base di registrazioni nei Consigli federali, la Vigilanza scrisse che «appare evidente come il ruolo della (allora, ndr) vicepresidente vicaria Laura Lunetta sembra essere quello di diretto referente e portavoce del sig. Ferruccio Galvagno all’interno del Consiglio federale». Diventata presidente, fu proprio Lunetta a dare un incarico importante a Galvagno (radiato nel 2011 e poi graziato) che la Procura di Roma, che ha iscritto entrambi nel registro degli indagati per il reato di frode sportiva, ritiene ancora oggi dominus della federazione.
La Commissione di Vigilanza all’epoca mise a fuoco un altro elemento chiave dell’inchiesta attuale: la delega in bianco ad associazioni create e gestite dal Galvagno (Midas, che riuniva i maestri, e Promodanza) e associate ad enti di promozione sportiva in concorrenza con la Federazione per formare i tecnici e gestire gare «impedendo alla Fidesm di qualificare i propri tecnici e quindi a parte della propria attività istituzionale e ai corrispondenti introiti». Quattro anni fa la presenza di queste Federazioni ombra provocò una «diminuzione delle società del 20% e dei tesserati del 25%». Tra i documenti esaminati dalla Commissione, un estratto di verbale di Consiglio in cui l’allora direttore tecnico diceva che «qui andiamo in carcere perché non riusciamo a controllare gli illeciti sportivi. Quindi facciamo gestire tutto da un altro ente, diamo un milione a Midas o Promodanza e se fanno imbrogli o illeciti non ci riguardano».
«Questo contorto sistema – scriveva l’organismo di vigilanza – sviluppa una circolarizzazione di soggetti e interessi in capo a poche persone con possibili impatti sul rischio di frode sportiva». Partendo da queste carte, raccogliendo testimonianze e denunce, disponendo intercettazioni e sequestro di materiale informatico, la Procura di Roma ha aperto un fronte investigativo che potrebbe andare oltre il reato di frode sportiva.
Ieri la presidente Lunetta, tutt’ora in fase di riflessione sul suo futuro quantomeno nella Giunta Coni, che è un ente pubblico, ha dichiarato in un video «di aver massima fiducia nell’operato della magistratura auspicando che ogni verifica sia compiuta e nessun dubbio rimanga su quello che per me rappresenta lo sport più bello del mondo», aggiungendo che le accuse verrebbero da «soggetti che da anni puntano a denigrare l’attività della Fidesm e della sua dirigenza». Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato al Corriere della Sera che «accertati i fatti, individuate le responsabilità, sono certo che saranno prese decisioni conseguenti, tempestivamente. Non può e non deve esserci spazio per chi mortifica i valori sportivi richiamati dalla nostra Costituzione. Tanto più quando l’accertato mancato rispetto è frutto dei comportamenti di rappresentanti della classe dirigente».