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 2026  aprile 23 Giovedì calendario

Milano, arrestato suprematista 19enne per propaganda e istigazione a delinquere

Il suo invito ad andare «fuori di casa con le spranghe», e a organizzarsi in «squadroni d’azione rivoluzionaria», i «Sar», qualcuno l’aveva già raccolto. A Siracusa, ad esempio, dove due ragazzini (poi denunciati) a inizio 2025 avevano celebrato la fondazione della «3th divisione Sar», danneggiando e imbrattando la sede cittadina di Sinistra italiana. O anche a Bari, e a Roma, dove nuovi «squadroni» erano nati poco dopo. Gli obiettivi di Matteo C., 19enne pavese, origini albanesi, ex studente di un istituto tecnico, erano contenuti nelle 11 pagine di quello che era il suo «Manifesto della terza posizione». Nome con chiaro richiamo alla formazione eversiva fondata da Giuseppe Dimitri, Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, attiva per una breve stagione a cavallo degli Anni ’80.
Un pdf che rimbalzava in quella vasta galassia di chat, profili e gruppi che, come accertato dall’indagine degli specialisti dell’Antiterrorismo della Digos milanese, il 19enne aveva creato su Telegram come su TikTok, e che raccoglieva e propagandava un polpettone fatto di neofascismo, neonazismo, suprematismo e antisemitismo, mescolati con un pizzico di complottismo, omofobia e subcultura Incel (i «celibi involontari»), e con una spolverata finale di white jihad, strana ibridazione digitale tra suprematismo bianco e radicalismo islamico capace di tenere assieme (come documenta un’immagine presente in una delle chat) la svastica con il Corano.
Ieri mattina, nei confronti del ragazzo è stata eseguita un’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari emessa dalla gip Rossana Mongiardo. Il 19enne è ritenuto responsabile della «promozione e direzione di un sodalizio avente tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, nonché per aver svolto, in concorso con altri, attività di propaganda di contenuti del medesimo tenore, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull’apologia del genocidio del popolo ebraico».
«Non siamo qui per parlare, ma dobbiamo cominciare a mostrare i fatti», chiariva online il 19enne, che non nascondeva le sue critiche a formazioni come Forza Nuova e CasaPound, perché ormai «parte del sistema». Come la premier Giorgia Meloni e la leader pd Elly Schlein, entrambe giudicate «burattino degli ebrei». Sulle bacheche gli utenti si scatenavano: «Dobbiamo commettere un genocidio», è un esempio. O, ancora: «Dobbiamo organizzarci per fare una rivolta che però ci possono scappare anche i morti». Mentre un 16enne diceva di voler «bruciare ne..i e maghrebini e stranieri vivi». In mezzo, tra rune e fasci, anche video del massacro di Christchurch, in Nuova Zelanda, compiuto nel 2019 dal suprematista Brenton Harrison Tarrant, eletto a «eroe». E materiale sulla «grande sostituzione», oltre a inni alla «vittoria» di Hamas, copie del Mein Kampf hitleriano, e video dell’Isis.
Alla sua rete d’indottrinamento da oltre un migliaio di follower, in molti s’impigliavano. Giovani, spesso giovanissimi. Anche 14enni e 15enni. Che partecipavano, si abbeveravano, si radicalizzavano. «Un’incubatrice per lupi solitari», la definisce la gip. Come dimostrano le indagini che in questi mesi hanno coinvolto altri frequentatori dei suoi canali: ad esempio, il 15enne trevigiano arrestato a dicembre perché stava assemblando un fucile e molotov. E come confermano le 15 perquisizioni scattate sempre ieri un po’ in tutt’Italia, anche nei confronti di nove minorenni. Ad alcuni è stato trovato un arsenale di mazze, coltelli, armi softair. Ad altri, video tutorial su come costruire bombe artigianali. In un caso, parte del materiale per un ordigno.