Corriere della Sera, 23 aprile 2026
Trump temporeggia e divide la Nato in "buoni" e "cattivi"
Lo stato dei negoziati tra Stati Uniti e Iran resta incerto dopo che il presidente Trump ha esteso a tempo indefinito la tregua, mantenendo però l’embargo sullo Stretto di Hormuz. È «possibile» che i negoziati riprenderanno quanto prima, forse già venerdì, ha detto Trump al New York Post ieri, ma le scadenze del presidente vengono prese da tutti con le pinze.
Secondo il sito Axios, Trump è pronto a dare altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco per consentire agli iraniani di trovare un fronte comune, ma non aspetterà per sempre. Martedì sera il presidente americano si è scagliato sui social contro un editorialista del Wall Street Journal che ha scritto che l’Iran si sta «approfittando di lui». È la cosa peggiore che si possa dire dal suo punto di vista: che non sa fare «affari». Ieri Trump ha anche pubblicato gli ascolti televisivi del suo vecchio programma The Apprentice e ha definito una truffa un referendum per ridisegnare i distretti elettorali in Virginia in modo da aiutare il partito democratico.
La tregua è più fragile che mai, dopo che l’Iran ha sparato contro tre navi nello Stretto ieri e ne ha sequestrate due. E proprio nel mezzo della crisi di Hormuz arriva la notizia che il segretario alla Marina, John Phelan, lascia l’incarico con effetto immediato. L’editorialista del Washington Post David Ignatius scrive di non aver mai visto un negoziato così: Iran e Stati Uniti vogliono entrambi un accordo ed entrambi si comportano come se non lo volessero. È come quando vai al bazar – osserva il giornalista – e se vuoi fare un buon affare non devi mostrare di volere il tappeto, ma di essere pronto ad andartene senza comprarlo. La guerra va avanti da quasi due mesi e il rischio dei costi dell’energia è un problema politico grave per la Casa Bianca in vista delle elezioni di midterm di novembre. Il ministro del Tesoro Scott Bessent cercava ieri di rassicurare il Senato: «Penso che il conflitto finirà e che i prezzi della benzina torneranno dov’erano o forse saranno anche più bassi». Ma ripulire lo Stretto dalle mine potrebbe richiedere sei mesi, rivela il Washington Post citando una audizione a porte chiuse del Pentagono al Congresso, il che suggerisce potenziali prezzi alti fino al midterm.
Tucker Carlson, ex commentatore di Fox che oggi ha un programma molto seguito online, da grande alleato di Trump è ora sempre più lontano dal presidente a causa della guerra in Iran, al punto da dirsi «tormentato» per aver contribuito a farlo rieleggere. Intanto, secondo Politico, che cita fonti europee e una fonte americana, la Casa Bianca ha elaborato una lista dei Paesi Nato «buoni e cattivi» e sta pensando come punire quelli che non hanno aiutato nella guerra in Iran. L’idea sarebbe stata suggerita già a dicembre dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, ma secondo un funzionario europeo «non sembrano avere idee molto concrete su come punire i cattivi. Spostare i soldati è un’opzione, ma punirebbe soprattutto gli Usa, no?». Secondo Politico, romeni e polacchi potrebbero trarne beneficio, perché rimangono nelle «grazie» del presidente e potrebbero ricevere un numero maggiore di soldati.