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 2026  aprile 22 Mercoledì calendario

Milano, ragazze molestate nel metrò, vigilante sospeso per aver estratto una pistola

Banchina della metropolitana rossa, stazione di Cadorna, sabato sera. Tre, quattro viaggiatori vengono “scortati” giù dal treno da tre addetti alla security di Atm, che li hanno bloccati mentre infastidivano un gruppetto di otto ragazze a bordo di un vagone. Le telecamere della fermata del metrò riprendono la scena: vola qualche parola, uno dei ragazzi ha in mano una bottiglia, c’è un leggero contatto fisico. Fino a quando uno dei vigilantes, una guardia particolare giurata, si avvicina pericolosamente a uno dei giovani. E si comporta in maniera completamente contraria ai «protocolli operativi», secondo quanto ricostruito dalla stessa Atm, che ha già sospeso il lavoratore e sta valutando altre possibili sanzioni.
Sarebbe infatti proprio l’addetto alla sicurezza ad aggredire fisicamente il ragazzo che poco prima era stato fatto scendere dalla metropolitana. E sarebbe sempre lui ad estrarre la pistola d’ordinanza dalla fondina per impugnarla, senza che per lui ci sia nessun pericolo imminente né necessità di difendersi, almeno a giudizio della società di Foro Bonaparte. Che subito dopo il fatto, avvenuto lo scorso 21 marzo, ha avviato un’indagine che ha subito portato a una contestazione e alla sospensione del lavoratore, un cinquantenne che da tre anni lavora per la società di trasporti.
Stando a quanto finora ricostruito, l’incrocio tra la pattuglia composta dai tre vigilantes e il gruppo di ragazzi avviene verso le 23,30 di quel sabato sera. Gli uomini della security si accorgono che i giovani stanno molestando alcune passeggere e li invitano a scendere. Uno di loro allerta la sala operativa per informarli di quanto sta accadendo e scatta la segnalazione al numero unico di emergenza. È in quel momento, però, che il cinquantenne addetto alla sicurezza viene alle mani con uno dei ragazzi, dopo un piccolo contatto fisico, tanto che sembra sia necessario l’intervento di uno dei suoi stessi colleghi per allontanarlo. A dare il là all’aggressione sarebbe proprio il vigilante, che poi impugna l’arma mentre i ragazzi vanno via. Un comportamento inaccettabile per la sua azienda, che il 27 marzo ha fatto scattare la sospensione.
Chiarissima la posizione della società, secondo cui «l’addetto security ha del tutto disatteso i protocolli operativi previsti dal ruolo». Duplice la contestazione: il cinquantenne avrebbe sbagliato «aggredendo fisicamente uno dei ragazzi» e «estraendo la pistola senza necessità di legittima difesa». Atm è insomma certa che l’addetto alla security non si sia difeso e che anzi sia stato lui il primo a usare la violenza. Il procedimento intanto si sta avviando alla fase conclusiva: «Sono in corso le opportune valutazioni», la posizione che filtra. I “guai” per il vigilantes quindi potrebbero non essere finiti.