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 2026  aprile 22 Mercoledì calendario

Cristina Seymandi, gli haters risarciscono e si scusano

Gli haters di Cristina Seymandi iniziano a chiedere scusa e, tra risarcimenti, multe e spese legali pagano fino a 5 mila euro a testa. “Il fatto che siano stati perseguiti e condannati è fondamentale per togliere il senso di impunità che si cela dietro questo tipo di azioni. E anche le vittime si sentiranno più tutelate e sicure nel denunciare” commenta Seymandi a Repubblica. “Dal punto di vista delle donne poi è importantissimo che venga riconosciuto che si tratta di insulti sessisti – aggiunge –. La legge non può perseguire milioni di haters, ma serve un cambio di passo dal punto di vista culturale”.
Si chiude così il primo atto della vicenda dell’imprenditrice torinese contro i leoni da tastiera. Erano 26 gli indagati per gli insulti sessisti via social rivolti a Seymandi. Con alcuni si è arrivati a un accordo. Pare che gli uomini abbiano manifestato grande imbarazzo per quanto avevano scritto sui social, si siano scusati e abbiamo concordato un risarcimento danni a favore di Seymandi. Altri poi hanno ritenuto di non pagare e hanno accettato il decreto penale di condanna.
Contro di loro, pare che Seymandi, difesa dall’avvocato Claudio Strata, stia valutando se procedere o meno con una causa civile. Altri procedimenti sono ancora in corso e per alcuni c’è stata l’archiviazione “per tenuità del fatto”. Anche in questo caso l’imprenditrice potrebbe andare avanti in ambito civile. “Le scuse mi sono sembrate poco credibili” commenta ancora Seymandi. “Le parole non sono contenitori vuoti, se certe cose le dici è perché le pensi. Non mi sono sentita alleggerita e penso anche che potrebbero reiterare quel tipo di comportamento”.
Seymandi arriva a proporre l’interdizione per un periodo dall’uso dei social. “Esattamente come chi guida in stato di ebbrezza, perde la patente” All’inizio dello scorso anno, l’imprenditrice si era opposta alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero Roberto Furlan riguardo alla sua denuncia per le offese ricevute dagli hater dopo la vicenda della separazione dall’imprenditore Massimo Segre, avvenuta nell’estate del 2023. In quella occasione, fu la gip di Torino Lucia Minutella, ad aver rigettato la richiesta d’archiviazione della Procura. Da lì a poco si è arrivati all’identificazione dei responsabili allertando le procure di mezza Italia.