corriere.it, 22 aprile 2026
Strage dei Georgofili, un risarcimento arriva dopo 33 anni
Il 27 maggio del 1993 un boato fece sobbalzare un’intera città. Leoluca Bagarella a capo di Cosa Nostra dopo l’arresto di Totò Riina nel mese di gennaio dello stesso anno, insieme ad altri boss e picciotti, proseguì la strategia stragista del cognato, facendo piazzare diverse autobomba.
L’autobomba di Firenze fu fatta esplodere in via dei Georgofili, vicino alla Galleria degli Uffizi, causando 5 morti, 48 feriti e gravi danni al patrimonio artistico. Una strage. Tra i corpi straziati dalla ferocia di Cosa Nostra anche quelli di Fabrizio Nencioni, Angela Fiume, Nadia Nencioni (9 anni), Caterina Nencioni (50 giorni).
Nei giorni scorsi il Tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto di Teresa Fiume, sorella di Angela e zia delle due bambine, ad avere dal Viminale l’assegno vitalizio, non reversibile, previsto in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ex art. 5 legge n. 204/2006, di circa 1.033 euro al mese, «con decorrenza dal mese di febbraio 2024, oltre rivalutazione ed interessi».
Così ha deciso il giudice Cristiana Satta, della seconda sezione civile del Tribunale di Firenze, accogliendo in parte il ricorso del legale della donna, l’avvocato Francesco Paolini. Per i giudici fiorentini che hanno disposto una perizia medico-legale per accertare i requisiti della donna all’indennizzo, non ci sono dubbi, si legge infatti in sentenza: «Dalla perizia espletata in corso di causa è emerso che, a seguito della strage terroristica di via dei Georgofili, Teresa Fiume ha sviluppato un disturbo depressivo persistente di tipo grave a tutt’oggi, connesso con la predetta strage che comporta un’invalidità pari al 27%. Le conclusioni del perito sono coerenti e prive di vizi logici e possono, come tali, essere poste alla base del decidere».
La patologia accertata secondo il Tribunale di Firenze, in pratica, rientra appieno nella lesione prevista dalle legge 206/2004, sulle vittime delle stragi, «trattandosi di una patologia che determina lesione del bene salute».
La qualifica di vittima del terrorismo di Teresa Fiume, era già emersa in maniera incontestabile dalla nota della prefettura fiorentina del 27 marzo del 2008, ma all’epoca le era stata riconosciuta un’invalidità del 20%. Solo nel 2024 tale percentuale è poi salita al 27%, per l’aggravamento delle sue condizioni, e quindi a quel punto rientrava nei termini di legge (minimo il 25%) per l’assegno vitalizio.
Per questo gli arretrati, gli interessi e la rivalutazione partono proprio dal 2024. Conclude il giudice: «Alla luce di quanto esposto ed osservato, ricorrono pertanto gli elementi per il riconoscimento dello speciale assegno vitalizio di cui all’articolo 5 legge 206 del 2004 in favore di Teresa Fiume, con decorrenza dal mese di febbraio 2024».