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 2026  aprile 22 Mercoledì calendario

Patente, uno su 4 bocciato: boom di esami

Immaginate una città grande più o meno come Palermo. Ora svuotatela. E riempitela di cittadini che non hanno superato l’esame di guida. Sono 618 mila nel 2025. Uno su quattro. La patente in Italia non è più un passaggio scontato. È un esame di massa che seleziona più del passato. E i numeri lo raccontano meglio di qualsiasi commento. Nel 2025 i candidati sono stati 2.222.717, il dato più alto degli ultimi vent’anni. I promossi 1.696.005, pari al 73,3%. Rispetto al 2019, ultimo anno pre-Covid, gli idonei sono calati di circa sei punti percentuali. Se si allarga lo sguardo, è il numero di bocciati più alto dal 2009. Tradotto: migliaia di persone in più restano fuori dalla guida.
Lo scoglio
Il Corriere ha letto e analizzato i dati del dossier «Statistica delle attività svolte nel 2025 per il conseguimento delle patenti di guida» ed è emerso che la patente si decide sempre più alla teoria. Qui i bocciati sono 454.930, il 38%. Quasi quattro candidati su dieci si fermano davanti ai quiz. Alla prova pratica, invece, i respinti sono 163.278, il 14,6%. Quindi, l’ostacolo non è il volante, è la preparazione.
Gli under 21
L’abilitazione alla guida resta soprattutto un esame dei giovani. Nel 2025 sono state rilasciate 754.349 patenti agli under 21, contro appena 13.138 agli over 54. E mentre crescono le bocciature, aumentano anche i ragazzi che si presentano: +2,2% rispetto al 2024.
Segno che, nonostante tutto, resta un passaggio centrale, un rito d’ingresso nella vita adulta che non perde valore.
Chi sono
Cambia anche il volto dei neopatentati: il 60,5% sono uomini (456.159), il 39,5% donne (298.190). E dentro questo quadro emerge un’Italia che si trasforma. Circa un candidato su cinque è straniero, oltre 230 mila persone. Una presenza ormai strutturale, che pesa soprattutto nella prova teorica, dove la comprensione linguistica può diventare un ostacolo concreto. La patente non è più solo un passaggio generazionale: è anche uno dei primi veri banchi di prova dell’integrazione.
Le classifiche
Poi c’è la geografia. Perché la patente non è uguale in tutta Italia. Cambia, e molto. La Sardegna è la regione con più bocciati (36,4%), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (33,7%) e dalla Liguria (32,3%). All’estremo opposto la Sicilia, dove i respinti si fermano al 18,6%, poi Puglia (21,6%) e Calabria (23%). Il divario si allarga ancora guardando alle province. Sassari è la più severa d’Italia: 39,8% di bocciati. Seguono Cagliari (36,67%) e Ravenna (35,67%). Dall’altra parte della classifica ci sono Messina, dove supera l’esame l’84,72% dei candidati, Ragusa (84,53%) ed Enna (83,61%). Tra le prime dieci province più virtuose, otto sono del Sud. Stessi esami, risultati opposti. Il dettaglio delle prove conferma la frattura. Alla teoria si sfiora il muro: Grosseto (46,70%), Savona (45,99%), Bolzano (45,75%). Quasi uno su due non passa. Alla guida accade il contrario: a Enna i bocciati sono lo 0,72%, a Messina il 2,63%, a Caltanissetta il 3,17%. Dall’altra parte, ancora una volta, Sassari (36,32%), Cagliari (35,58%), Ravenna (33,51%). Anche nelle grandi città, secondo un’elaborazione del centro studi Asaps per il Corriere, il quadro cambia. Milano è al 31,93% di bocciati, quasi uno su tre. Roma al 29,88%, Firenze al 29,78%, Torino al 29,04%. Più contenuti i numeri al Sud: Napoli (22,30%), Bari (21,73%), Palermo (20,43%).
Alla fine, la fotografia è semplice e complessa insieme. La patente resta un esame di massa, ma non è più uguale per tutti. Cambia da Nord a Sud, da provincia a provincia, da contesto a contesto. E racconta qualcosa che va oltre la guida: un Paese che cresce, si mescola e fatica a trovare un equilibrio.
Le proposte
«Serve una maggiore omogeneità dei risultati sul territorio nazionale, anche per le prove di guida, con sistemi di telecamere a bordo per certificare il superamento dell’esame», spiega Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente di Viabilità Italia per Anci. E in cui, soprattutto tra i più giovani, mettersi al volante resta ancora una conquista.