Corriere della Sera, 22 aprile 2026
Acciaio, rivolta delle imprese: dazi o sciopero
L’iniziativa non ha precedenti: una rete d’imprese dei semilavorati dell’acciaio è nata per far sentire fino a Bruxelles un grido disperato. «O si interviene velocemente proteggendo i nostri prodotti, o rischiamo di chiudere», dice l’italiano Franco Felisa, capofila di Esn, Electromecanic sinergy network. L’inglese era inevitabile, visto che della rete fanno parte imprese in Italia ma anche in Germania, Francia, Spagna. Felisa guida la realtà di famiglia, le Trancerie emiliane di Parma, 450 dipendenti. «L’Europa sta innalzando i dazi sull’acciaio ma questo sta peggiorando la situazione di chi fa semilavorati come noi – spiega Felisa —. I cinesi non possono più mandarci l’acciaio e allora stanno portando direttamente i semilavorati a prezzi più bassi anche del 40%. I nostri stessi clienti europei stanno tagliando gli ordini per spostare le commesse sugli asiatici. Non possiamo resistere così a lungo». Esn ha dichiarato uno «sciopero» europeo delle imprese il 28 aprile di un’ora. Iniziativa senza precedenti. «Abbiamo iniziato a parlarci tra concorrenti alle fiere di settore. Ci siamo detti: proviamo a dare battaglia. Da qui l’idea dello sciopero».
Il termine «sciopero» declinato sul fronte delle imprese fa un po’ specie. Ma il sindacato conferma: «Abbiamo ricevuto con una pec la notifica dello stop della produzione nelle imprese che fanno parte della rete – conferma il segretario generale della Fiom di Parma, Aldo Barbera —. Ma i lavoratori saranno regolarmente pagati». Visionando la lista delle imprese che fanno parte della rete si vedono realtà che vanno da Arzignano a Forchheim in Germania, da Cinisello Balsamo a Saragozza. «Ha aderito allo sciopero anche la divisione di Thyssenkrupp che si occupa di acciaio elettrico», evidenzia Felisa. Ma le associazioni di rappresentanza italiane vi stanno sostenendo? «Ho informato la Confindustria Parma, a cui siamo iscritti. L’emergenza è tale che siamo dovuti partire in fretta, ovviamente ogni supporto è benvenuto. Intanto useremo la giornata del 28 per spiegare la situazione ai dipendenti e alla politica nei territori».