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 2026  aprile 22 Mercoledì calendario

Trump, come i bulli (letterari) del passato

«Son quel gran Spezza Capo alto e superbo, / a la cui forza ogni altra forza cede, / spezzo, rompo, fracasso, frango, snerbo / chiunque avanti di me rivolge il piede; / vo’ fra le selve, e col mio viso acerbo / d’orsi e leoni faccio horribil prede, / e quando ho fame, per saziare i denti / trangugio draghi, vipere e serpenti. / Tanto potere e tanta forza tengo / ch’avanti a me non è nissun che possa / resistere; e ben spesso a pugna vengo / con orsi e draghi e fo’ la terra rossa...».
Se solo sfogliasse talvolta qualche libro (oltre la Bibbia, l’unico che anni fa disse d’aver perfino letto) Donald Trump potrebbe trovare spunti nella lettura de Le stupende forze e bravure del Capitano Spezza Capo et Sputa Saette cosa onesta et rediculosa, data in luce per Antonio Pardi da Lucca nel 1606.
Certo, anche Cyrano de Bergerac nella celeberrima sfida al visconte di Valvert mostra un portamento all’altezza della coatta guasconeria dell’attuale inquilino della Casa Bianca: «Meglio v’era tacer, signor mio bello! / Dove t’infilzerò, dimmi, tacchino? / Sotto il giubbetto, al fianco ti sbudello? / Nel cuor, sotto l’azzurro cordoncino? / Volteggia la mia punta: un moscerino!/ Tintinnano le cocce, odi che schiocco! Sì, certamente... in mezzo del pancino, / giusto alla fin della licenza io tocco!».
Ma solo i bulli nostrani, su tutti quelli capitolini (e non solo) raccontati da Bartolomeo Rossetti ne I bulli di Roma. Storie e avventure d’amore e di coltello (Newton Compton), possono regger il confronto con lo strafottente presidente americano. Come dimenticare «Alissandro er Grevetto de li Monti, che aricconta alla su’ rigazza le su’ bravure, che ha fatto pe caggione d’amore»? «So’ de nascita trojano, / so’ Grevetto er Monticiano. / Nun je feci comprimenti: / j’appiccai du’ sciacquadenti...».
O Il Morgante Maggiore, il poema cavalleresco di Luigi Pulci dove Rinaldo impugna la sua spada contro gli infedeli? «Or qui comincia il terribile assalto; / Rinaldo presto Frusberta sua trasse, / Quella che fesse il mostro dall’inferno, / Per far de’ Saracin crudo governo. / Punte, rovesci, tondi, stramazzoni, / Mandiritti, traverse con fendenti, / Certi stramazzi, certi sergozzoni, / In dieci colpi n’uccise ben venti». Altro che i penultimatum di Washington...