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 2026  aprile 22 Mercoledì calendario

Chi è Laura Lunetta, presidente di Federdanza

Da quando Silvia Salis ha lasciato il Coni per andare a governare Genova, Laura Lunetta è di gran lunga la donna più influente della politica sportiva italiana.
Romana, 54 anni, unica rappresentante di sesso femminile a guidare una federazione sportiva, ha un curriculum che fa impallidire quelli di tutti i suoi 50 colleghi maschi: ex ballerina di buon livello, istruttrice, arbitro di gara, laureata in biologia con un master in ingegneria industriale, ricercatrice sul campo in scienze motorie e docente a contratto a Tor Vergato con una decina di pubblicazioni all’attivo.
Scoperta e apprezzatissima da Giovanni Malagò, Lunetta prende in mano una tormentata Fidesm da vicaria nel 2021, nel 2022 diventa presidente e nel 2024 inizia il secondo mandato. La sola presidenza le va stretta e quindi nel giugno del 2025 sostiene Buonfiglio nella corsa al Coni guadagnandosi non solo un posto in Giunta ma anche quello di referente del Dipartimento Pari Opportunità del Coni: insomma è la donna incaricata che le donne abbiano finalmente il posto che spetta loro in un ambiente maschile e maschilista.
Grande lavoratrice e iperpresenzialista (sul suo profilo Instagram una sterminata collezione di selfie che spaziano da Papa Leone al presidente Mattarella alla numero uno del Cio Coventry), Lunetta sciocca il mondo della danza recuperando dal dimenticatoio l’antico fondatore della federazione, Ferruccio Galvagno. Operazione acrobatica perché il piemontese Galvagno ha sulle spalle una radiazione con accuse pesanti e opera dietro le quinte da quindici anni detestato da buona parte del movimento.
Secondo gli investigatori (accuse tutte da provare, sia chiaro) non solo i due operavano assieme per alterare i risultati delle competizioni ma a Galvagno la Lunetta avrebbe di fatto riservato un ruolo di presidente «ombra» con un contratto importante. A stupire anche il fatto che dopo dichiarazioni omofobe espresse da Galvagno qualche mese fa durante un convegno federale nessun provvedimento sia stato preso proprio da lei che si occupa di parità di genere.
Ieri Lunetta non si è presentata a una Giunta Coni che aveva non poche gatte da pelare: i commissariamenti del cricket e del pentathlon moderno e la faida che ha investito l’atletica leggera. «Si è presa una pausa di riflessione di due o tre giorni e oggi non è presente» ha dichiarato il numero uno dello Sport italiano Luciano Buonfiglio, con cui Lunetta non ha lo stesso rapporto che aveva con Malagò.
Fonti Coni, riferisce l’Ansa, informano che Buonfiglio avrebbe chiesto alla dirigente un passo indietro, da effettuare rinunciando temporaneamente alla carica. Lei ha rifiutato. Interpellata dal Corriere, Laura Lunetta ha spiegato che «al momento non intendo rilasciare dichiarazioni ma smentisco la volontà di autosospendermi sia dalla Giunta Coni che dalla guida della danza».
Preoccupatissimo per il numero di federazioni con problemi seri (la Danza è olimpica e incassa 2,5 milioni annui di contributo pubblico), il governo non attenderà più di due o tre giorni perché al Foro Italico si decida per il commissariamento.