Corriere della Sera, 22 aprile 2026
Per i pm in Federdanza si truccavano le gare
Trent’anni vissuti pericolosamente. Costituita come federazione nel 1996, fin dal primo vagito la Fidesm (Federazione Italiana Danza Sportiva e Sport Musicali) non si è fatta mancare nulla: tre commissari straordinari, un presidente radiato, una ventina di dirigenti squalificati, procuratori rimossi per aver indagato troppo a fondo, querele e controquerele che hanno reso irrespirabile l’atmosfera nelle gare e nei circoli di balli di coppia, artistici, sul palo e sulla corda, discipline amatissime dal milione di praticanti italiani.
L’ultimo atto, il più grave: la Procura di Roma, pm Stefano Opilio, ha messo sotto inchiesta la presidente Laura Lunetta, il dirigente Ferruccio Galvagno (che gli inquirenti ritengono essere il presidente «ombra»), i collaboratori Piercarlo Pilani e Ottavio Capelli ipotizzando «atti fraudolenti volti ad alterare i risultati delle competizioni sportive, incluse le gare dei campionati assoluti tenutesi a Riccione tra il 19 e il 22 febbraio 2026, intervenendo sulla designazione degli arbitri di gara e manipolando il software TopTurnier utilizzato per le votazioni». La polizia giudiziaria ha sequestrato documenti, computer e telefonini, operato intercettazioni, perquisito case e uffici degli indagati ma anche le sedi romane del Coni, di Sport e Salute e l’archivio del Cids, il Coordinamento Italiano Danza Sportiva.
Gli investigatori sarebbero andati a colpo sicuro dopo decine di segnalazioni di gare alterate: TopTurnier è un software sofisticato che permette a chi gestisce il sistema (e dovrebbe esserne garante) di modificare in tempo reale i punteggi assegnati dai giudici alle coppie in gara alterando le medie finali e di cambiare con un solo click gli arbitri designati (a loro volta maestri di danza), scegliendo quelli disposti a favorire una determinata coppia. Tecnologia nuova di zecca, obiettivo antico, secondo gli investigatori: far vincere ballerini accasati in scuole «amiche» per attirare in queste il maggior numero possibile di clienti, disposti a pagare sia per le lezioni che gli stage, con buona pace dei tecnici bravi esclusi dal sistema. L’elevato numero di coppie in gara e il rapido avvicendamento sulle pedane avrebbero contribuito a far passare inosservate le alterazioni.
Ferruccio Galvagno è l’uomo chiave della vicenda. Fondatore della Fidesm, che ha governato dal 2001 al 2011, il piemontese è uno dei rari presidenti federali radiati dal Coni per comportamenti analoghi a quelli che gli vengono imputati oggi: aver «alterato il risultato di gare nazionali, operato pressioni indebite sui giudici di gara, atleti e genitori di atleti».
Graziato dalla stessa federazione nel 2018, più volte indagato sul fronte sportivo in seguito, è stato riabilitato proprio da Lunetta che gli ha affidato – tra le proteste furibonde di molti maestri – il ruolo di Coordinatore dell’Attuazione del Programma con un compenso di 50 mila euro l’anno. Nel 2025, durante un convegno di settore a Riccione, Galvagno espresse opinioni omofobe («Un uomo e una donna che ballano combattono contro il genderless, contro il rincoglionimento totale di gente che non capisce più niente. Io voglio fare un logo “Balla e tromba”») ma le segnalazioni a federazione e Coni non portarono a provvedimenti disciplinari.
Lo Statuto Coni prevede il commissariamento federale per «gravi irregolarità nella gestione o gravi violazioni nell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero per constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi». Il presidente Buonfiglio l’ha già applicato a pentathlon moderno e cricket e sarebbe pronto al tris.