Corriere della Sera, 22 aprile 2026
Insulti russi a Meloni, la reazione bipartisan della politica
Per la seconda volta in una settimana, Elly Schlein difende Giorgia Meloni con il piglio della responsabilità nazionale. Vladimir Soloviev, il propagandista del Cremlino, ha fatto un lavoro che nessun consulente di comunicazione avrebbe saputo fare meglio.
Dopo i brutali insulti televisivi da Mosca, il presidente Sergio Mattarella ha fatto pervenire alla premier un messaggio di solidarietà nel quale esprime «indignazione per le volgari parole» del conduttore russo. Come il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Un attacco volgare e inaccettabile alle istituzioni italiane, che va respinto con estrema fermezza».
Ma nettissima è stata la segretaria del Pd, come già lo era stata dopo gli attacchi di Trump: «Un portavoce delle posizioni del Cremlino ha rivolto inaccettabili accuse sessiste nei confronti di Meloni». Chi «insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende l’intero Paese, e noi non lo accettiamo». La modalità è ormai riconoscibile, quella di Schlein che parla da aspirante presidente del Consiglio, difendendo la carica prima ancora della persona.
Dal Pd, è intervenuta anche l’eurodeputata Pina Picierno: «Attacchi indecenti di un sodale e complice del criminale di guerra Putin, spesso invitato da trasmissioni tv italiane e ancora più spesso e volentieri blandito da squallidi propagandisti nostrani». E ancora: «Presidente, gli attacchi di questi delinquenti sono medaglie. Coraggio e avanti».
La solidarietà arriva anche da chi spesso viene indicato come filo Mosca, come il vicepremier Matteo Salvini: «Gli insulti alla premier Meloni mandati in onda sulla tv russa sono gravi e inaccettabili. Affettuosa solidarietà a Giorgia, senza se e senza ma». Ma anche il leader M5S Giuseppe Conte ha espresso «solidarietà alla premier per le inqualificabili e volgari offese personali». Dallo stesso partito la senatrice Barbara Floridia: «Siamo lontani anni luce dalle politiche di Meloni» ma «respingiamo al mittente».
Chi di certo non è mai tenero con la Russia, Carlo Calenda, ha alzato ulteriormente i toni, definendo Soloviev «un delinquente, complice di un dittatore assassino». Con un appunto in più: «Si spera che passi la voglia di invitarlo nelle trasmissioni tv italiane con la scusa di dare la parola a tutti». Più asciutto Matteo Renzi: «La solidarietà mia e di tutta Italia viva per gli attacchi ricevuti da Giorgia Meloni da parte di una tv russa».
Dalla maggioranza, Maurizio Gasparri (Forza Italia) parla di «frasi ed epiteti irripetibili e vergognosi», mentre Licia Ronzulli legge nell’episodio «un chiaro segnale del deterioramento del linguaggio politico e mediatico promosso da apparati di propaganda vicini al Cremlino». Maurizio Lupi di Noi moderati ha sottolineato il valore simbolico dell’unità ritrovata: «Gli insulti personali non rappresentano soltanto un attacco a una figura istituzionale, ma un’offesa all’intero Paese. L’unità nella condanna è fondamentale».