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 2026  aprile 21 Martedì calendario

Anm: “Senza risorse tagliamo i tribunali sotto i 30 giudici”

Giustizia al verde. Da una parte mancano soldi perfino per le fotocopie. Dall’altra si spendono decine di milioni per opere sulla cui utilità molti nutrono dubbi.
All’indomani della vittoria del No al referendum l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) tenta di recuperare un dialogo con la politica.
Proposte: è questa la parola d’ordine. Così l’Anm ha deciso di rielaborare otto proposte che i magistrati avevano avanzato un anno fa. E che saranno esposte all’assemblea plenaria dell’associazione (16 maggio), chiesta da oltre 600 magistrati, soprattutto giovani.
Le proposte che più di ogni altra sono oggetto di scontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sono l’accantonamento del gip collegiale e la revisione delle piante organiche degli uffici giudiziari con tanto di chiusura dei piccoli tribunali con meno di 30 giudici e 10 pm. Secondo l’Anm, la rete di tribunali così com’è semplicemente non sta in piedi e per di più le risorse sono sempre meno. Di fronte a una “coperta piccola” – come dice il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango – bisogna adeguarsi per fornire una giustizia più efficiente. I primi due punti elaborati dall’Anm riguardano, appunto, numero dei magistrati e geografia giudiziaria: “L’Italia ha il più basso rapporto tra magistrati e popolazione in Europa. In Italia ci sono 11,8 giudici ogni 100.000 abitanti, rispetto a una media europea di 17,6. Per i pm, il rapporto è di 3,8 ogni 100.000 abitanti (11,6 in Europa). Inoltre, ogni pm gestisce in media 1.192 casi, rispetto ai 204 della media europea”. L’Anm chiede di “aumentare l’organico della magistratura, assumendo almeno mille nuovi magistrati all’anno per i prossimi 5 anni”. E veniamo al punto 2 sui piccoli tribunali: “Le piante organiche attuali degli uffici giudiziari sono obsolete e non riflettono gli effettivi carichi di lavoro. La presenza di tribunali e procure di piccole dimensioni crea inefficienze e problemi di gestione, soprattutto in caso di incompatibilità del giudice e non consente un’adeguata specializzazione dei giudici in un contesto di crescente complessità delle istanze provenienti dalla società. Noi proponiamo di ridisegnare le piante organiche degli uffici in base agli effettivi carichi di lavoro, di chiudere gli uffici con meno di 10 pm e 30 giudici e di destinare maggiori risorse (umane ed economiche) agli uffici con maggiori sofferenze”. Se le piante organiche rimangono quali sono e il ministero dovesse accettare l’idea del taglio, come indicato dall’Anm, i tribunali destinati alla chiusura sarebbero ben 87. Una breve carrellata: al Sud sono circa 20 i tribunali a rischio. Potrebbero sparire Sulmona, Lanciano, Vasto, Crotone, Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Locri, Gela, Caltagirone, Sciacca, Enna, Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Lanusei, Nuoro, Oristano. Al Centro sparirebbero 21 sedi, tra cui L’Aquila, Urbino, Fermo, Rieti, Viterbo, Spoleto. Al Nord sarebbero 32. In bilico anche Aosta, Biella, Sondrio, Gorizia, Belluno, Rovereto.