repubblica.it, 21 aprile 2026
Influencer, in Italia guadagnano in media 24.000 euro.
Più uomini che donne, età media di 32 anni e con un reddito che supera di poco i 21.500 euro. È l’identikit degli influencer in Italia tracciato da un’indagine di Fiscozen e Kolsquare a un anno dell’introduzione del nuovo codice Ateco dedicato a questa categoria. L’analisi ha passato in rassegna le dichiarazioni di oltre 5mila partite Iva, il cui fatturato medio nel 2025 si è attestato a quota 24.038 euro, in crescita dell’11,8% sul 2024: 21.840 per le donne e 26.237 per gli uomini.
Se invece si considerano i codici Ateco per l’influencer marketing, comprese quindi agenzie e social media manager, e per i content creator, che non in tutti i casi sono influencer, lo scorso anno è stato invece riscontrato un fatturato medio di 39.947 euro, in crescita del 23% sul 2024. Il nuovo codice Ateco per il momento non sfonda, considerato che solo il 2,5% dei professionisti ha effettuato la migrazione. Una quota che vede comunque i fatturati medi più alti di quelli legati ai vecchi codici a quota 34.521 euro, contro i circa 24 mila di prima, 31.649 per le donne e 37.393 per gli uomini.
“L’analisi ha preso in considerazione chi utilizza i codici Ateco per influencer sia come professione primaria che secondaria. Non deve quindi stupire che i fatturati medi siano più bassi rispetto all’immaginario collettivo. Si tratta spesso di persone con piccole comunità di follower che non svolgono l’attività di influencer come principale fonte di reddito. Il 2,5% che invece ha fatto la migrazione al nuovo codice, registrando in media fatturati di oltre 10mila euro in più, è ragionevole pensare che riguardi influencer “puri”, sottolinea Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen.
La carica dei mini influencer
Kolsquare si è soffermato invece sulla tipologia degli influencer. Partendo dai dati di 5377 profili con almeno 12 sposnsorizzazioni in un anno e analizzato oltre 6,6 milioni di contenuti, emerge che ¾ del totale sono concentrati nelle fasce “nano-influencer” (tra i mille e i 10mila follower) e “micro-influencer” (10mila-100mila), ben il 74%, con engagement rate (cioè rapporto tra numero di contenuti e interazioni) medi più alti rispetto alle altre categorie: rispettivamente 7,7% e 4,6%.
Le stories restano lo strumento principale per mantenere il contatto con il proprio pubblico, mentre reel e post sono i veicoli principali per le sponsorizzazioni, pur rappresentando solo il 3,1% dei contenuti pubblicati. “Questo rapporto è fondamentale, perché dimostra che anche i creator devono mantenere una forte presenza organica, essenziale per la fiducia del pubblico e il valore a lungo termine per i brand. La fidelizzazione, l’autenticità, l’etica e la costanza nella pubblicazione sono gli aspetti più ricercati dalle aziende, che ricorrono sempre più spesso a collaborazioni di lungo termine facendo degli influencer scelti dei veri e propri ambasciatori”, sottolinea Giovanni Spinelli, Country Manager di Kolsquare Italia. Il settore resta osservato speciale delle aziende.
Lo studio ha individuato 16.753 brand che hanno sponsorizzato in Italia contenuti sui social nel corso dell’ultimo anno. Moda, integratori e beauty guidano gli investimenti anche guardando le principali aziende coinvolte: Shein ha sponsorizzato da solo 41.398 contenuti, coinvolgendo 1.084 creator; in seconda posizione Prozis, azienda portoghese specializzata nella vendita di integratori, con 11.925 contenuti e 624 creator; chiude il podio YesStyle, azienda con sede a Hong Kong focalizzata sul beauty, con 5.900 contenuti e 834 creator.