Corriere della Sera, 21 aprile 2026
Sospesa l’insegnante che ha tagliato i capelli a due alunne
Non è più entrata in classe ma è stata sospesa in modo cautelativo dall’insegnamento in attesa della chiusura del procedimento da parte dell’ufficio scolastico regionale del Veneto. La supplente della scuola media Bellini di Venezia, che era in servizio da circa due settimane, nei giorni scorsi durante una lezione a fronte di una richiesta reiterata di una studentessa («Prof, quanto dev’essere lungo il riassunto?») aveva preso una forbice e le aveva tagliato una ciocca di capelli ripetendo poco dopo l’azione con una compagna. Per chiarire le dinamiche dell’accaduto dei giorni scorsi ieri sono stati convocati tutti a scuola: le due studentesse, i loro genitori, la supplente. È stata una lunga maratona per la preside Antonina Randazzo. L’obiettivo della dirigente su mandato dell’Ufficio scolastico regionale era provare a capire che cosa avesse scatenato una situazione così fuori controllo in aula. «Il procedimento è stato avviato – aveva spiegato Marco Bussetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale del Veneto dopo l’accaduto —. Siamo stati informati della situazione dalla scuola. Vista la complessità ho chiesto che venisse attivata la sospensione cautelativa». A carico della docente potrebbe arrivare, qualora si verificasse la presenza di profili penali, anche il licenziamento.
Il racconto di quei momenti tuttavia non sarebbe univoco. La docente avrebbe ammesso il gesto ma il giorno dopo l’episodio alcuni studenti della terza media coinvolta avrebbero portato in classe alla prof un mazzo di fiori, forse per scusarsi di un comportamento inadeguato (il loro) che le aveva fatto perdere completamente le staffe.
«È incredibile che una docente possa fare una cosa del genere – dice fuori dall’istituto una mamma che preferisce rimanere anonima —. Penso però che vada chiarito bene cosa stesse succedendo in quella classe. Niente giustifica un’azione di questo tipo ma si sa come sono i ragazzi, specialmente con i supplenti». «Sul fatto non ho altro da aggiungere, in quanto questa istituzione scolastica e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto hanno provveduto per quanto di loro competenza – chiosa la preside Randazzo —. Ora ciò che occorre a questa comunità scolastica è il ripristino della serenità dell’ambiente in cui operiamo, affrontando ogni giorno, in quanto comunità educante, situazioni complesse e impegnative, azioni per le quali ci piacerebbe un riconoscimento pubblico e una risonanza pari a quelli avuti da questa notizia, o almeno un ambiente tranquillo nel quale proseguire nel nostro quotidiano, amorevole e faticoso lavoro».