Il Messaggero, 20 aprile 2026
Sarah Toscano parla dei suoi interessi
Sarah Toscano, a modo suo era già una piccola star della canzone italiana, dopo la vittoria di Amici nel 2023 e la partecipazione a Sanremo 2025 con Amarcord. Ora grazie al boom mondiale di Non abbiam bisogno di parole, il film Netflix che ha segnato il suo debutto come attrice, la 20enne cantante pavese può diventarlo anche del cinema. Il film, versione italiana del francese La famiglia Bélier del 2014 (che ha ispirato anche lo statunitense Coda-I segni del cuore del 2021), è uscito su Netflix il 3 aprile e nell’ultima settimana ha raggiunto la top ten della classifica dei film più visti sulla piattaforma – che non rivela i dati legati alle visualizzazioni – in 46 paesi tra cui Argentina, Brasile, Canada, Francia, Germania, Spagna e Messico.
Diretto da Luca Ribuoli, con un titolo che omaggia l’omonima canzone di Ron, Non abbiam bisogno di parole racconta la storia di Eletta, una ragazza sedicenne unica udente in una famiglia di sordi, tutti interpretati da attori non udenti (Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio Iorillo). Ogni giorno aiuta la famiglia a gestire le attività quotidiane, assumendo un ruolo centrale nella loro vita. Una volta scoperto il suo talento per il canto, però, la ragazza viene incoraggiata dalla sua insegnante – interpretata da Serena Rossi – a intraprendere una carriera che la porta a lasciare la sua casa.
La musica non le bastava?
«A vent’anni non voglio precludermi opportunità. Ogni lasciata è persa, si sa. Quando lo scorso anno dopo il Festival la produzione mi ha cercata, mi sono detta: “Perché no?"».
Ha avuto una corsia preferenziale o ha dovuto fare dei provini?
«Loro erano sicuri dalla scelta. Sono stata io a voler fare una prova, prima di accettare: non volevo fare una figuraccia e deludere le aspettative. Ed è andata bene».
Ha preso lezioni?
«Sì. Mi sono affidata a una coach di recitazione, Flavia Mancinelli. Mentre per imparare la Lis, la lingua dei segni italiana, ho chiesto aiuto all’interprete Laura Santarelli. Ho preso lezioni per tre mesi, prima di iniziare a girare nel Monferrato, dove è ambientata la serie».
C’è qualcosa che ha imparato di nuovo?
«Ho capito cosa vuol dire entrare nella vita di un’altra persona, che poi è la base della recitazione. Per me è stato fondamentale trovare analogie tra me e il personaggio di Eletta».
E le ha trovate?
«Sì. Naturalmente abbiamo in comune la musica. Lei insegue a tutti i costi il suo sogno, con tutte le difficoltà e gli ostacoli lungo il percorso. È quello che sto cercando di fare io nella vita reale. Sul set mi è stata di grandissimo aiuto Serena Rossi: grazie a lei mi sono sentita a mio agio. Un’insegnante vera».
Chi è la Giuliana di Sarah Toscano, nella vita reale?
«Ne ho avute tante. Quando nei fine settimana mi esibivo nei villaggi, gli animatori mi incoraggiavano a inseguire il sogno della musica. E così la mia famiglia, che non mi ha mai tarpato le ali».
"Ma io non sono un’artista”, esclama in una scena del film Eletta. Sarah ha mai sofferto della sindrome dell’impostore?
«Sì. Vivo con la paranoia di non meritarmi ciò che sto vivendo e che gli altri siano più bravi di me. E tendo ad essere autocritica e a vedere sempre del bello negli altri e mai in ciò che faccio io».
Va in analisi?
«No, ma sono seguita da una mental coach che mi dà una grande mano».
L’anno scorso ha subito fastidiosi commenti sul suo corpo, sui social ("Ingrassata”, “Invitata a troppe cene”, tra gli altri). Come ha superato quel periodo?
«Ero preparata mentalmente. Non nascondo, però, che ci sono stata comunque male. Ai bulli dei social dico: ricordatevi che dietro un personaggio pubblico c’è sempre una persona».
Con il cinema bolle già qualcos’altro in pentola?
«Per ora no. Ma aspetto un’altra occasione. Sogno di recitare per Christopher Nolan. È improbabile, lo so, ma nella vita bisogna sparare alto».
Gioca ancora a tennis?
«Raramente: mi manca il tempo per allenarmi. È uno sport che richiede pratica e costanza. E io da qualche anno non riesco ad esserlo, costante».
Per chi farà il tifo agli Internazionali d’Italia a Roma, in programma dal 28 aprile al 17 maggio?
«Ancora devo decidere. Il tennis fatico a guardarlo anche in tv, tra i vari impegni (il 9 maggio parte da Molfetta il tour nei club legato all’album Met Gala, uscito a ottobre: sarà a Roma il 17 maggio, a Largo Venue, ndr)».
Il caffè con Matteo Berrettini alla fine lo ha preso o no?
«Non ancora (ride)».
Chi è il Sinner della musica italiana?
«Giorgia. È la numero uno. Dopo tutti questi anni di carriera spacca ancora. Massimo rispetto».