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 2026  aprile 20 Lunedì calendario

Proteste alla Corte dei Conti: no al capo di gabinetto di Schillaci

L’antefatto: il governo vuole indicare il capo di gabinetto del ministro della Salute Schillaci Marco Mattei, ex sindaco di Albano Laziale, già assessore del Lazio nella giunta Polverini, come magistrato della Corte dei Conti. Mattei non ha però un background da magistrato: è infatti un ginecologo. Il caso scoppia, atterra in Parlamento, con i Cinque Stelle decisi a chiedere spiegazioni direttamente alla premier in aula. A chiedere soprattutto conto delle ragioni dietro la scelta di un medico peraltro, è l’accusa, “amico” della leader di Fratelli d’Italia e di sua sorella Arianna. La novità? Ora il caso Mattei agita anche le toghe. Un ginecologo alla Corte di Via Mazzini? Giammai, gridano gli iscritti dell’Associazione magistrati della Corte dei Conti (di fatto l’Anm della categoria) in una lettera al vetriolo spedita al presidente della Corte dei Conti Guido Carlino.
LA LETTERA
La missiva, letta dal Messaggero, risale allo scorso 25 marzo e porta la firma di Donato Centrone. Che non è un magistrato qualunque: presidente dell’Associazione dei magistrati contabili, ha “bollinato” per anni i provvedimenti del governo Meloni sedendo nella sezione centrale del controllo di legittimità della Corte. Centrone chiede a Carlino e al consiglio di presidenza della Cdc un “parere” sulla «nomina governativa» di Mattei. E nella lettera solleva serissimi dubbi, a nome di tutti gli associati, sull’idea di dare la toga al ginecologo e braccio destro di Schillaci con un lungo cursus honorum tra le fila della destra laziale, ex assessore della giunta Polverini nel Lazio. Mattei, protestano le toghe contabili, è «un professionista in possesso di formazione specialistica in ambito medico». Non un giurista o un avvocato. Per questo, prosegue la lettera, il procedimento di nomina non può andare avanti. Urge «evitare l’ingresso nei ruoli della Magistratura contabile di soggetti non in possesso della prescritta preparazione giuridica o dei presupposti minimi di idoneità tecnica e adeguata esperienza».
Non basta. Perché Centrone e l’associazione ricordano anche come la legge preveda la possibilità per il governo di nominare alla Corte dei Conti professionisti “estranei alle amministrazioni dello Stato» che «per l’attività svolta o gli studi giuridico-amministrativo-contabili compiuti e per le doti attitudinali o di carattere posseggano piena idoneità all’esercizio delle funzioni di consigliere della Corte dei Conti». E il ruolo di capo gabinetto al ministero della Salute – è la tesi – non sarebbe per questo compatibile con la nomina. Fonti vicine alla presidenza preannunciano un parere quasi certamente negativo di Carlino sulla nomina di Mattei. Un parere – va ricordato – che in ogni caso non sarà vincolante e dunque non fermerà il procedimento. Intanto però il caso si è fatto politico. A partire lancia in resta i Cinque Stelle in trincea contro la proposta di nomina, anticipata dall’Agi. «Un profilo poco accostabile con la funzione di magistrato in Corte dei Conti» ha accusato il deputato pentastellato Alfonso Colucci chiedendo un’informativa urgente e aggiungendo che Mattei «è entrato anche all’interno dell’inchiesta Mondo di Mezzo» anche se non risultano contestazioni penali a suo carico.
LE TENSIONI
In attesa del parere di Carlino il caso mobilita i magistrati contabili e smuove acque già agitatissime. Quelle dei rapporti fra governo e Corte dei Conti decisamente irrigiditi nei mesi per la campagna sulla separazione delle carriere (FdI aveva proposto di separare giudici e pm anche alla Corte dei Conti) ma soprattutto per la riforma della Corte scritta dal governo, approvata dal Parlamento a fine dicembre, che tra le altre cose introduce limiti al risarcimento del danno erariale.