Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 20 Lunedì calendario

Libano, militare dell’Idf profana una statua di Gesù

C’è un’immagine tratta da un video che ha già fatto il giro del web – ed è stata poi ripubblicata anche dai principali media israeliani – che sta facendo venire il mal di pancia anche ai coriacei vertici militari israeliani, che nella notte l’hanno riconosciuta come autentica.
Quel che si vede è un soldato dell’Idf in uniforme intento ad abbattere un crocifisso, nell’ambito dell’ampia operazione di demolizioni nel Sud del Libano che l’esercito ha definito “bonifica dell’area” dalle infrastrutture di Hezbollah. Il fermo immagine coglie il momento in cui il militare sta per abbattere un grande martello sul volto di Gesù. Secondo quanto riportato da membri della comunità cristiana di Ain Ebel, nella zona centrale del Libano meridionale, l’ incidente è avvenuto a Debel, villaggio cristiano maronita di confine, a circa sei chilometri a nord-ovest della cittadina israeliana di Shtula.
«Se questa è davvero una foto reale e recente, condanniamo l’azione come non in linea con i valori delle Forze di Difesa Israeliane e con il comportamento che ci si aspettiamo dai nostri soldati», era stata la prima reazione del portavoce dell’esercito, il tenente colonnello Nadav Shoshani, su X. Aggiungendo che si stava già «indagando in modo approfondito». E provvedimenti sarebbero stati presi in base ai risultati.
Anche il comune di Debl aveva confermato alla Afp che la statua era effettivamente quella presente nel villaggio quando è stato evacuato. Dopo un’indagine di qualche ora è arrivata l’ammissione: “A seguito di un esame preliminare, è stato accertato che questa fotografia ritrae un soldato delle forze israeliane in missione nel sud del Libano”, ha scritto l’esercito dopo mezzanotte sul suo account ufficiale, mentre l’immagine continuava a circolare ampiamente sui social generando sdegno.
Nella mattinata sono arrivate anche le scuse del premier Benjamin Netantyahu: “Ieri, come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto scioccato e addolorato nell’apprendere che un soldato dell’Idf ha danneggiato un’icona religiosa cattolica nel sud del Libano. Condanno l’atto nei termini più forti”, ha dunque scritto il premier su X. “Le autorità militari stanno conducendo un’indagine penale sulla vicenda e adotteranno misure disciplinari adeguatamente severe nei confronti del responsabile”. Aggiungendo pure che, “Israele valorizza e sostiene i valori ebraici di tolleranza e rispetto reciproco tra gli ebrei e i fedeli di tutte le religioni”. Ricordando – son parole sue – che “mentre i cristiani vengono uccisi in Siria e in Libano da musulmani, la popolazione cristiana in Israele prospera come in nessun’altra parte del Medio Oriente"
Israele ha preso il controllo di diverse aree nel sud del Libano, già roccaforte di Hezbollah, dopo che il movimento filo-iraniano ha attaccato lo Stato ebraico il 2 marzo in risposta all’offensiva israelo-americana contro Teheran. Un cessate il fuoco è entrato in vigore in Libano a partire da giovedì notte. Ora l’esercito ha promesso di “rimettere a posto la statua” e di “non avere alcuna intenzione di danneggiare edifici o simboli religiosi”. Sebbene nella zona stiano demolendo sistematicamente case, scuole e altri edifici pubblici.
Ma intanto la profanazione del crocifisso ha già scatenato un incidente diplomatico tra i ministri degli Esteri di Israele e Polonia. Il capo della diplomazia di Varsavia, Radoslaw Sikorski, ha da una parte definito positive le scuse di Tel Aviv per l’accaduto, esortando una punizione per il militare. Esortando, allo stesso tempo, Israele ad “affrontare queste lezioni durante l’addestramento”. Ricordando che “Gli stessi soldati dell’Idf hanno ammesso di aver commesso crimini di guerra, hanno ucciso non solo civili palestinesi, ma anche i propri stessi ostaggi”. Apriti cielo! Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar l’ha presa malissimo e sui social ha tacciato l’omologo di “ignoranza e profonda mancanza di comprensione”. Attaccando: “Purtroppo, in ogni guerra, persone innocenti vengono ferite, soprattutto quando i terroristi usano la popolazione civile come scudi umani. Ma non esiste un esercito occidentale che combatta il terrorismo con maggiore precisione e basandosi su informazioni di intelligence piu’ accurate delle nostre forze armate”. Poi, ha invitato Varsavia a “non predicare la moralità agli altri ma a perseguire l’antisemitismo” nel loro Paese. “Bisogna fare attenzione alle dichiarazioni irresponsabili che possono condurre a situazioni pericolose”.