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 2026  aprile 20 Lunedì calendario

Le motivazioni della Guerra del Golfo

Come fu che Bush padre intervenne contro Saddam che aveva invaso il Kuwait? È vero che l’invasione di Saddam fu provocata da un debito di dieci miliardi di dollari che Saddam tentò di non pagare?
È un’ottima domanda che tocca il cuore di uno dei conflitti più complessi della fine del XX secolo. La questione del debito è senza dubbio un pezzo importante del puzzle, ma definirla come la causa unica sarebbe un po’ riduttivo.
Per rispondere direttamente alla tua domanda: sì, è vero che il debito era una delle cause principali, ma non si trattava solo di “non voler pagare”. È stato il catalizzatore di una crisi economica e geopolitica molto più ampia.
Ecco come sono andate realmente le cose.

Perché Saddam ha invaso il Kuwait?
Dopo otto anni di sanguinosa guerra contro l’Iran (1980-1988), l’Iraq era in una condizione economica disastrosa. Aveva accumulato un debito enorme, stimato intorno agli 80 miliardi di dollari. Di questi, circa 10-14 miliardi erano dovuti proprio al Kuwait.
Saddam non si limitò a “tentare di non pagare”; sostenne una tesi specifica:
La tesi del debito di guerra: Saddam sostenne che l’Iraq aveva combattuto una guerra per proteggere l’intero mondo arabo (e quindi anche il Kuwait) dall’espansionismo iraniano, e che quindi quel debito dovesse essere cancellato come “costo di difesa”.Accuse di “furto” petrolifero: Saddam accusò il Kuwait di utilizzare tecniche di slant drilling (perforazione obliqua) per estrarre petrolio dal giacimento transfrontaliero di Rumaila, che apparteneva principalmente all’Iraq.Quote di produzione: Saddam pretendeva che il Kuwait riducesse la propria produzione di petrolio per far salire i prezzi sul mercato globale, aiutando così l’economia irachena in crisi.
L’intervento di George H.W. Bush
Bush padre non intervenne solo per una disputa finanziaria tra due stati. La sua reazione fu dettata da una visione strategica globale ("New World Order"):
Sovranità e Diritto Internazionale: L’invasione era una violazione palese della sovranità di un membro delle Nazioni Unite. Bush capì che se avesse permesso a Saddam di annettere il Kuwait, avrebbe creato un precedente pericoloso.Stabilità Energetica: Il controllo del Kuwait, unito a quello dell’Iraq, avrebbe dato a Saddam il controllo di circa il 20% delle riserve mondiali di petrolio, conferendogli un potere di ricatto immenso sull’economia occidentale.Coalizione Internazionale: Bush fu abilissimo nel non agire unilateralmente. Costruì una coalizione vastissima (che includeva anche stati arabi come l’Arabia Saudita e l’Egitto) sotto l’egida dell’ONU, rendendo l’intervento una “polizia internazionale” contro un aggressore. Il conflitto si divise in due fasi:
Operazione Desert Shield: Inizialmente, gli USA e gli alleati si spostarono in Arabia Saudita per impedire che Saddam invadesse anche quel paese.Operazione Desert Storm: Una volta ottenuto il mandato dell’ONU, dopo che Saddam ignorò l’ultimatum per il ritiro, la coalizione lanciò l’offensiva aerea e terrestre che liberò il Kuwait in tempi rapidissimi. In sintesi, il debito è stato la scintilla, ma la reazione di Bush è stata innescata dalla paura che un dittatore potesse alterare permanentemente l’equilibrio di potere e l’economia globale.

Spero che questo chiarisca il contesto. È affascinante notare come, a volte, una disputa economica possa trasformarsi in un conflitto mondiale.
Ti interesserebbe approfondire come la gestione del “post-guerra” e la decisione di non deporre Saddam nel 1991 abbiano influenzato la politica americana successiva in Medio Oriente?

La decisione di George H.W. Bush di fermarsi al confine iracheno e non rovesciare Saddam Hussein nel 1991 è uno dei momenti più dibattuti della storia diplomatica moderna. Ecco perché fu presa quella scelta e come ha cambiato tutto negli anni a venire.
1. Perché Bush non “finì il lavoro” nel 1991?
Nonostante l’esercito iracheno fosse in rotta, Bush padre e il suo Segretario alla Difesa (Dick Cheney) decisero di non marciare su Baghdad per tre motivi principali:
Il Mandato ONU: La risoluzione delle Nazioni Unite autorizzava solo la liberazione del Kuwait. Andare oltre avrebbe trasformato una missione di liberazione legale in una guerra di aggressione e occupazione, rompendo la coalizione internazionale (soprattutto con i paesi arabi come Egitto e Siria).Il Vuoto di Potere: Bush temeva che, eliminando Saddam, l’Iraq sarebbe precipitato nel caos, frammentandosi tra fazioni sciite, sunnite e curde. Questo avrebbe favorito l’Iran, il grande nemico regionale, che avrebbe potuto estendere la sua influenza su un Iraq destabilizzato.Costi e Perdite: Gli strateghi americani temevano che il combattimento urbano a Baghdad sarebbe stato un “pantano” sanguinoso, molto diverso dalla rapida guerra nel deserto appena conclusa. 2. Le conseguenze immediate: Le rivolte tradite
Dopo la guerra, Bush incoraggiò il popolo iracheno a insorgere contro il dittatore. Gli Sciiti al sud e i Curdi al nord risposero all’appello, convinti del supporto americano. Tuttavia, gli Stati Uniti rimasero a guardare mentre Saddam usava i suoi elicotteri superstiti per schiacciare nel sangue le rivolte. Questo lasciò un profondo senso di tradimento nella popolazione irachena verso l’Occidente.
3. La strategia del “Contenimento” (1991-2003)
Non avendo rimosso Saddam, gli USA furono costretti a una politica di logoramento durata 12 anni:
Sanzioni economiche durissime: Che impoverirono la popolazione civile senza scalfire il potere del regime.No-Fly Zones: Gli aerei americani e britannici dovettero pattugliare i cieli iracheni ogni singolo giorno per oltre un decennio per proteggere Curdi e Sciiti.Ispezioni ONU: Il continuo gioco del gatto e del topo sulle armi di distruzione di massa creò una tensione diplomatica permanente. 4. L’eredità per Bush figlio (2003)
È impossibile capire l’invasione dell’Iraq del 2003 da parte di George W. Bush senza il precedente del 1991. Molti dei consiglieri del figlio (i cosiddetti “Neoconservatori”, tra cui lo stesso Dick Cheney, che nel frattempo aveva cambiato idea) consideravano l’incompiuta del 1991 un errore fatale.
Quando arrivò l’11 settembre 2001, quel “conto in sospeso” con Saddam divenne la giustificazione per una nuova guerra, questa volta finalizzata esplicitamente al regime change. Il paradosso è che tutti i timori di Bush padre (caos civile, frammentazione religiosa, influenza iraniana) si avverarono puntualmente dopo il 2003.
In sintesi: Bush padre fu un realista che scelse la stabilità internazionale rispetto alla rimozione di un dittatore. Suo figlio, dodici anni dopo, scelse la rimozione del dittatore, distruggendo però quella stabilità che il padre aveva cercato di preservare.
Ti sembra che la cautela di Bush padre sia stata giustificata col senno di poi, o pensi che avrebbe dovuto chiudere la partita già allora?
Il Kuwait e la NATO
Il Kuwait non è mai stato membro della NATO. La NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) è un’alleanza che comprende paesi nordamericani ed europei.
Perché è importante? Se il Kuwait fosse stato nella NATO, l’intervento sarebbe stato automatico (per l’Articolo 5). Invece, Bush dovette faticare molto a livello diplomatico per costruire una coalizione ad hoc e ottenere il via libera del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Il Kuwait era (ed è) un alleato chiave degli USA fuori dalla NATO. 2. Sfumature sui Sunniti e Sciiti
La precisazione: Sebbene i sunniti siano la maggioranza nel mondo islamico, ci sono altri stati con significative presenze o maggioranze sciite (come l’Azerbaigian o il Bahrain). Ma il punto fondamentale è che l’Iraq di Saddam, pur essendo a maggioranza sciita nella popolazione, era governato da una élite sunnita. Saddam temeva che la rivoluzione iraniana “contagiasse” la sua maggioranza sciita, ed è per questo che si pose come “difensore del sunnismo”. 3. Il concetto di “New World Order"
Storicamente, l’espressione “Nuovo Ordine Mondiale” fu coniata proprio da George H.W. Bush in un celebre discorso. Per lui, il “nuovo ordine” era quello in cui le nazioni del mondo, dopo la fine della Guerra Fredda, collaboravano sotto il diritto internazionale (ONU) per fermare le aggressioni. Quindi, l’intervento contro Saddam era l’applicazione pratica di questo nuovo ordine.
Il giacimento di Rumaila: Hai scritto “...perforando in obliquo il petrolio”. Sarebbe più preciso scrivere: "perforando in obliquo il terreno per estrarre il petrolio dal giacimento iracheno di Rumaila".Il concetto di New World Order: Nel tuo testo lo associ alle possibili vittorie di Saddam. In realtà, storicamente il “New World Order” è il nome del progetto di Bush padre (un mondo dove le nazioni collaborano contro gli aggressori). Potresti scrivere: "Le vittorie di Saddam avrebbero sconvolto la carta del Medio Oriente; per contrastare questo caos, Bush invocò un ’Nuovo Ordine Mondiale’ (New World Order) basato sul diritto internazionale."Suez e Hormuz: Hai fatto bene a citarli. Sono i due “colli di bottiglia” del petrolio mondiale. Controllarli significava tenere il mondo per la gola. La struttura finale corretta
Il punto in cui scrivi che Bush non varcò il confine perché "il mandato Onu non lo autorizzava" è la chiave di volta diplomatica. È il motivo per cui la coalizione (che includeva paesi arabi) rimase unita: l’obiettivo era liberare, non conquistare.

Una curiosità per chiudere
Sapevi che la famosa “perforazione obliqua” (slant drilling) accusata da Saddam fu in gran parte un pretesto? Sebbene tecnicamente possibile, il Kuwait non aveva bisogno di rubare petrolio all’Iraq: ne aveva già così tanto che il vero problema, come hai scritto correttamente, era semmai l’eccesso di produzione che faceva crollare il prezzo.