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 2026  aprile 19 Domenica calendario

Tra siccità e incendi anche gli Usa in crisi

Se l’agricoltura e l’agroalimentare italiani (ma anche quelli del resto d’Europa) non se la passano benissimo tra aumenti dei costi e capricci del clima, anche gli omologhi comparti statunitensi non stanno certo attraversando un periodo d’oro. E di fatto per le stesse cause.
Secco e meteo avverso, dunque, colpiscono anche oltreoceano. Così almeno dice il Financial Times che lancia un allarme: più della metà degli Stati Uniti sarebbe in condizioni di siccità. Il problema del riscaldamento globale è già noto, ma pare aggravarsi. E gli effetti potrebbero colpire con grande intensità proprio gli Usa. La National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti stima che ci sia una probabilità superiore alla media che condizioni di El Niño si sviluppino tra giugno e agosto. Qualcosa è già accaduto. Vaste aree del Midwest sono già andate a fuoco: più di 640mila acri, un’area più del doppio delle dimensioni di New York City, sono stati distrutti in Nebraska a marzo in quello che è stato giudicato come «il peggiore incendio della storia dello Stato». Ad essere colpite sono state soprattutto le aziende agricole e gli allevamenti che coprono il 90% di quel territorio. E anche nelle pianure centrali e meridionali, comprese parti del Colorado e del Texas, ci si sta preparando ad eventi di questo genere. Che andrebbero di pari passo con il gran secco. Ma i guai degli agricoltori statunitensi non sono finiti qui. Le tensioni internazionali stanno facendo salire i costi di produzione e crescere la scarsità di fertilizzanti. Anche se, per questi ultimi, l’amministrazione Trump ha messo le mani avanti. Già qualche settimana fa, infatti, Reuters – citando Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca – ha rivelato come gli Usa abbiano avviato negoziati con il Marocco per importare più concimi e aperto ad un aumento delle importazioni degli stessi da Venezuela. Scelte obbligate visto che gli ultimi dati disponibili indicano come gli Usa abbiano importato prima della guerra fertilizzanti per un valore di circa 9,3 miliardi di dollari, di cui circa il 22% proprio dal Medio Oriente.