Il Messaggero, 19 aprile 2026
Fed, rischio caos sulla successione
Donald Trump rischia di vedere allungati i tempi per chiudere l’era di Jerome Powell alla Fed. Già da settimane i mercati e molti osservatori hanno scommesso che non sarà una successione morbida quella tra lo stesso Powell e Kevin Warsh, designato dalla Casa Bianca a fine gennaio per guidare la Banca centrale americana. Ma nelle ultime ore crescono i timori di uno scontro senza precedenti.
Il tycoon ha di nuovo attaccato il presidente uscente e uno dei governatori del board della Federal Reserve più vicini a lui, Christopher Waller, ha chiesto un taglio dei tassi nonostante la guerra in Iran.
Fed, rischio caos sulla successione
Martedì l’economista 55enne – che secondo il New York Times «ha un problema di credibilità» – sarà ascoltato dal Senato, che deve dare l’avallo alla nomina. Ma l’esito di questo passaggio non è scontato, anche per le divisioni trasversali nella politica americana. Alcuni senatori repubblicani capeggiati da Thom Willis hanno chiesto di congelare il voto in attesa della conclusione dell’indagine del Dipartimento di Giustizia nei confronti di Powell per i lavori di ristrutturazione della sede della Fed costata oltre 2,5 miliardi di dollari. Nelle scorse ore Trump aveva gettato nuova benzina sul fuoco in un’intervista alla Fox: «Dobbiamo sapere cosa è accaduto. Se si è trattato di incompetenza, di corruzione o di tutte e due».
La richiesta di Willis segue quelle arrivate nella stessa direzione dai democratici. Di conseguenza, Warsh potrebbe non insediarsi dopo il 15 maggio, scadenza naturale del mandato di Powell come governatore centrale. E questo crea un altro problema al presidente americano, che aspetta soltanto l’uscita del presidente della Fed per nominare un nuovo membro del board più vicino a lui e far pendere la bilancia verso i Repubblicani.
Lo statuto della Fed prevede che Powell, una volta decaduto dall’incarico, possa mantenere un posto nel consiglio della banca centrale fino al gennaio del 2028. I suoi predecessori non hanno seguito questa opzione, ma lui potrebbe sceglierla per difendersi meglio dall’inchiesta del Dipartimento di Giustizia. Di più, con uno slittamento del voto in Senato, potrebbe muoversi con maggiore scioltezza venerdì 29 aprile, all’annuale conferenza stampa che segue la due giorni di riunione della Fed.
La minaccia
Trump, dal canto suo, ha già minacciato di cacciare letteralmente Powell, se questi non farà un passo indietro. Ma questa soluzione è di difficile realizzazione, a maggior ragione se non il Senato non avrà “vidimato” in brevi la nomina di Warsh. Il quale, pur avendo un curriculum impeccabile, è nel mirino per il suo patrimonio personale – 100 milioni di dollari, senza considerare i soldi della moglie, una delle eredi di Estée Lauder – sia perché troppo vicino a Trump. Quindi restio a bloccare i suoi propositi di dare maggiore potere d’interdizione sulla banca centrale al Dipartimento del Tesoro.
Si è sparsa la voce che la Casa Bianca possa nominare ad interim il governatore Stephen Miran, scelto proprio dal nuovo corso. Ma la legislazione corrente vieta per questi ruoli apicali nelle agenzie federali figure temporanee, come aveva fatto nel 1978 Jimmy Carter con Arthur Burns.