ilmessaggero.it, 19 aprile 2026
Dopo 200 anni gli ara tornano a volare su Rio de Janeiro
Dopo più di due secoli di assenza, le ara gialloblù (note anche come arara-canindé) sono tornate a volare nei cieli di Rio de Janeiro. I primi esemplari sono stati recentemente reintrodotti nel Parque Nacional da Tijuca, una delle più grandi foreste urbane del mondo, dove già si sono fatti notare tra gli alberi dell’Alto da Boa Vista. Questa reintroduzione non è un evento isolato, ma parte di un progetto scientifico più ampio che punta a ricostruire l’equilibrio originario dell’ecosistema locale.
Un ritorno pianificato. il progetto Refauna. Alla base di questa iniziativa c’è il programma Refauna, che da anni lavora per riportare nella foresta specie scomparse. Prima delle ara, sono stati reintrodotti altri animali fondamentali per l’ecosistema, come cutie, tartarughe terrestri e scimmie urlatrici. L’obiettivo è chiaro: non basta avere una foresta “verde” per dire che è sana. Senza la fauna originaria, molti processi ecologici si interrompono.
La scomparsa delle ara dalla regione risale al periodo coloniale. L’ultimo avvistamento documentato in libertà a Rio risale al 1818, registrato dal naturalista Johann Natterer. Le cause principali furono due: caccia intensiva, spesso per il commercio di piume e animali esotici; distruzione dell’habitat, con l’espansione urbana e agricola. Nel tempo, queste pressioni hanno portato alla completa estinzione locale della specie.
Il ruolo ecologico delle ara. Le ara non sono solo spettacolari dal punto di vista visivo e sonoro: svolgono una funzione ecologica cruciale. Uno dei loro compiti principali è la dispersione dei semi. Nutrendosi di frutti e spostandosi su lunghe distanze, contribuiscono alla diffusione delle piante e alla rigenerazione della foresta.
Secondo il biologo Marcelo Rheingantz, nel corso dei secoli la Mata Atlântica ha perso molte specie animali, compromettendo parte del suo funzionamento naturale. Il ritorno delle ara aiuta a ristabilire questi equilibri.
Oltre all’impatto ecologico, c’è anche un aspetto sensoriale: il ritorno delle ara cambia il suono e il ritmo della foresta. Il loro verso forte e il comportamento vivace rendono l’ambiente più simile a quello di un tempo. È quello che Rheingantz descrive poeticamente come «rimettere insieme l’orchestra della foresta». Per chi frequenta il parco, la novità è evidente: ora è possibile osservare queste grandi e coloratissime ara in volo o posate sugli alberi. Il progetto prevede la liberazione progressiva di nuovi esemplari, con l’obiettivo di creare una popolazione stabile. Se tutto andrà come previsto, le ara torneranno a essere una presenza abituale nel cielo di Rio, proprio come accadeva oltre 200 anni fa. Il loro ritorno non è solo una curiosità naturalistica, ma un segnale concreto: anche ecosistemi profondamente alterati possono recuperare, se sostenuti da interventi scientifici mirati e continui.