repubblica.it, 19 aprile 2026
L’associazione no profit Art Global sotto indagine
Sale istituzionali di alto profilo – dalla Biblioteca del Senato alla Sala Regina della Camera dei deputati – utilizzate per eventi culturali che oggi finiscono al centro di un esposto presentato alla Guardia di Finanza. È da questo punto che prende avvio la denuncia presentata dalla giornalista Barbara Castellani, che ricostruisce un sistema di organizzazione di eventi culturali ospitati in sedi pubbliche di prestigio, formalmente presentati come iniziative senza scopo di lucro. Nella pratica però, secondo la denuncia in cambio dell’autorevolezza e della credibilità di un selfie in quelle sedi prestigiose, al fianco di politici, gli ospiti erano disposti a pagare dai 50 ai 400 euro alla onlus pur di partecipare.
La no profit e i sospetti sui pagamenti
Al centro dell’esposto c’è l’associazione culturale Art Global, guidata da Angiolina Marchese, una docente calabrese che diventa artista quando mette piede a Roma dove insegna in un liceo artistico. Poi inizia a gravitare attorno alla destra: da Tajani a Fontana, da Gasparri a Sgarbi coi quali si fa selfie che inondando i suoi social. Secondo quanto riportato, gli eventi venivano presentati come gratuiti e culturali, mentre – stando alle testimonianze raccolte – agli artisti partecipanti sarebbero stati richiesti contributi economici che variavano a seconda dell’ospitata: per esporre propri quadri si sborsavano anche 400 euro, per una semplice presenza alla kermesse 100. Il tutto “senza emissione di ricevute fiscali”, scrive la giornalista nell’esposto in cui dichiara di aver lavorato più volte gratuitamente o per compensi simbolici, convinta della natura no profit delle iniziative.
Il coinvolgimento del parlamentare di FdI
Sul piano politico, la vicenda si intreccia con il nome dell’onorevole Andrea Mattia, esponente di Fratelli d’Italia, già al centro di una polemica il 15 marzo 2026 durante la campagna per il referendum costituzionale. In quell’occasione, un video girato a Genzano di Lucania lo mostrava mentre invitava i presenti a sostenere il “Sì” facendo riferimento a dinamiche di consenso legate a rapporti personali e familiari, con espressioni che avevano suscitato forti reazioni anche per alcuni commenti ingiuriosi rivolti alla segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Il suo nome è stato accostato alla vicenda della onlus in quanto sembra che la presidente di Art Global si rivolgesse sempre a lui per le sale di Camera e Senato.
La replica dell’onorevole
Interpellato sulla vicenda, lo stesso Andrea Mattia ha respinto qualsiasi coinvolgimento diretto, chiarendo i termini della sua conoscenza con l’organizzatrice. «Ho fatto un evento in Sala Regina alla Camera con lei, ma di questo esposto non ne so nulla. L’ho conosciuta qualche tempo fa a Sant’Angelo delle Fratte: me la presentò il sindaco dicendo che era una brava persona. Se ha sbagliato affari suoi, pagherà», taglia corto.
Il sistema strutturato
Dalla ricostruzione contenuta nell’esposto emerge quello che Castellani descrive come un meccanismo organizzato e tutt’altro che episodico. “Gli eventi culturali non sarebbero stati iniziative sporadiche, ma parte di un’attività portata avanti con regolarità nel tempo, con una frequenza che arrivava fino a due o tre appuntamenti al mese. Ogni manifestazione, secondo quanto riportato, coinvolgeva un numero elevato di artisti – talvolta alcune decine, in altri casi oltre sessanta partecipanti – inseriti in un format ormai consolidato, con giurie, ospiti d’onore, madrine e relatori.
Quasi un milione di euro l’anno
Secondo una stima prudenziale riportata nell’esposto, “ogni evento potrebbe generare incassi compresi tra 1.500 e 24.000 euro, considerando una partecipazione variabile tra 30 e 60 artisti con contributi individuali tra i 50 e i 400 euro; su base annuale, ipotizzando una frequenza di due o tre eventi al mese, i proventi complessivi potrebbero oscillare tra 36.000 e 864.000 euro. Una dinamica che, se confermata, trasformerebbe quello che veniva presentato come un progetto associativo senza scopo di lucro in un sistema stabile di organizzazione di eventi con caratteristiche assimilabili a un’attività d’impresa.
Gli eventi
Gli eventi presentati con il patrocinio di enti istituzionali e con la partecipazione di personalità note svolti in contesti istituzionali di particolare prestigio, sono elencati nell’esposto e molto ben sponsorizzati sui social e sul sito dell’associazione: Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” (Sala degli Atti Parlamentari, Piazza della Minerva 38, Roma) – evento del 23 gennaio 2026 “Premio Roma, Regina della Storia”; Parlamento Europeo – sede di Roma – evento del 14 aprile 2025 “Arte & Musica”; Spazio Europa – evento del 21 ottobre 2025 “Voci d’Europa – L’Arte contro il Bullismo”; Camera dei Deputati 13 aprile 2026.
Le ipotesi di reato
Sul piano giuridico, la vicenda viene inquadrata dalla giornalista nell’ambito del reato di truffa. Il punto centrale, secondo l’esposto, sarebbe rappresentato dalla presunta divergenza tra la narrazione fornita ai partecipanti – quella di eventi culturali gratuiti e privi di finalità lucrative – e la realtà dei fatti, che vedrebbe invece la richiesta sistematica di pagamenti. In questo schema, l’utilizzo di sedi istituzionali assumerebbe un ruolo determinante: non solo come location, ma come elemento capace di rafforzare la credibilità dell’iniziativa e di indurre in errore sia i professionisti coinvolti sia gli artisti partecipanti. Accanto alla truffa, vengono ipotizzati anche profili più gravi, come la truffa aggravata ai danni dello Stato, proprio in ragione del coinvolgimento di strutture pubbliche, e possibili violazioni in materia fiscale legate alla mancata dichiarazione dei proventi.
Una vicenda ancora tutta da accertare
Al momento, quella contenuta nell’esposto resta una ricostruzione che dovrà essere verificata dagli inquirenti. Tuttavia, la vicenda apre interrogativi più ampi sull’utilizzo degli spazi istituzionali e sui controlli effettuati in merito alla natura delle iniziative ospitate. Se le ipotesi dovessero trovare riscontro, il caso potrebbe assumere un rilievo non solo giudiziario, ma anche politico e amministrativo, toccando il rapporto tra attività culturali, gestione degli spazi pubblici e trasparenza.