la Repubblica, 19 aprile 2026
Kiev, uomo armato di fucile fa strage di sei passanti
Stavolta la morte a Kiev non è arrivata dal cielo, dai missili e dai droni russi. Ma dal fucile di un uomo di 58 anni che, ieri pomeriggio, ha aperto il fuoco contro dei passanti nel distretto di Holosiivskyi e poi si è barricato in un supermercato, dove ha preso degli ostaggi.
Sei sono le persone che ha ucciso – tra cui quattro in strada e uno tra gli ostaggi, mentre una donna di 30 anni è morta in ospedale – e 14 quelle che ha ferito – tra loro un dodicenne – prima che le forze speciali lo freddassero all’interno del locale, dove aveva sparato contro un agente negli oltre 40 minuti dell’inutile trattativa con i negoziatori, durante la quale il killer non aveva accettato compromessi. Prima di compiere la strage, aveva inoltre dato fuoco al proprio appartamento, intossicando un neonato di quattro mesi in un appartamento adiacente.
Non sono note le ragioni del gesto. Secondo il ministero dell’Interno l’arma usata durante l’attacco, una carabina da caccia, era registrata legalmente, con un certificato medico che ne autorizzava l’uso.
Si sa inoltre che l’assassino aveva appunto un appartamento a Kiev, ma era nato a Mosca – come hanno reso noto il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko e il ministro degli Affari interni Ihor Klymenko – e le indagini dovranno chiarire se si tratta di una coincidenza oppure no. Sui social i blogger esperti di Ucraina sostengono che il suo nome fosse Dmytro Vasylchenko, che avesse cittadinanza ucraina e vivesse nel Donetsk a Bakhmut, ma che dal 2015 al 2017 avesse vissuto in Russia, a Ryazan e – tutto da verificare – in passato avesse espresso su Facebook opinioni filorusse e antisemite.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo tradizionale discorso serale, ha dichiarato che l’assassino aveva precedenti penali e viveva da tempo nella regione di Donetsk. «Stiamo attualmente indagando su tutto ciò che lo riguarda e i motivi che lo hanno spinto a compiere questo gesto – ha detto il leader – Ogni dettaglio deve essere verificato. Gli inquirenti stanno seguendo diverse ipotesi. Tutti i suoi dispositivi elettronici, il suo telefono e tutte le sue conoscenze saranno controllati».
Questo tipo di strage di massa è un fatto molto raro per l’Ucraina. Gli inquirenti del Servizio di sicurezza ucraino hanno per il momento classificato la sparatoria come un atto terroristico.