corriere.it, 19 aprile 2026
Andrew Lloyd Webber: «Sono un alcolista in via di guarigione»
«Sono un alcolista in via di guarigione. Per anni ho continuato a bere di nascosto benché pubblicamente avessi detto di aver smesso». A rivelarlo in una intervista al Times, Andrew Lloyd Webber, 78 anni, il compositore britannico autore di musical di culto come Cats, Il fantasma dell’opera, Evita, Jesus Christ Superstar.
«Sedici mesi fa ho deciso che avevo bisogno di aiuto – ha confessato il compositore – ed è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata».
Lloyd Webber aveva già dichiarato di aver smesso di bere durante la produzione di School of Rock a Broadway, tra il 2015 e il 2016. All’epoca, aveva venduto gran parte della sua famosa collezione di vini, che comprendeva casse di Château Pétrus del 1982 del valore di 50.000 sterline ciascuna (poco meno di 57.500 euro).
Nell’intervista afferma però di aver poi ricominciato a bere di nascosto dopo un anno e mezzo.
«Stavo facendo quello che si dice “stringere i denti”, senza alcun supporto», ha spiegato. Il compositore ha affermato di aver iniziato a temere che forse il bere, un’abitudine che coltivava da tutta la vita, avesse contribuito al suo straordinario successo professionale.
«Ho iniziato a preoccuparmi di non essere abbastanza creativo. E ho pensato: “Ma ho detto a tutti che non bevo più”. Così ho iniziato a farlo di nascosto», ha detto.
Benché abbia cercato di tenere segreta la sua dipendenza, ha precisato l’icona del teatro musicale, per molte persone che lo circondavano non era affatto un mistero che continuasse a bere di nascosto. «Pensiamo che sia un segreto – ha rimarcato –, ma non lo è. Lo sanno tutti».
Lloyd Webber ha ricordato di essere precipitato in una «spirale discendente» culminata «circa 18 mesi fa», lasciando la sua famiglia «in uno stato di disperazione».
«Mia moglie non ce la faceva più», ha ammesso il compositore. Che inizialmente è entrato in rehab, per poi ammettere che, a suo dire, il ricovero non aveva funzionato.
È stato questo a spingerlo, ha spiegato, a partecipare alla sua prima riunione degli Alcolisti Anonimi, un’esperienza che, ha assicurto, gli ha cambiato la vita.
Ora partecipa a una riunione ogni singolo giorno, indipendentemente dalla città in cui si trova. «Quello che mi piace di più è che entri in una stanza e siamo tutti uguali – ha commentato –. Ho stretto amicizie che non avrei mai pensato possibili».
L’esperienza di lavorare da sobrio ha regalato a Lloyd Webber una prospettiva nuova. Ascoltare le storie di altri con la dipendenza, ha ammesso il musicista, lo ha finalmente aiutato a capire qualcosa: «Ha a che fare con lee assurdità a cui si arriva, del nascondersi e del fingere», ha detto il compositore ricordando i suoi giorni da alcolista.
Lloyd Webber ha poi rivelato di indossare due braccialetti di cuoio al polso che lo aiutano a rimanere sobrio: su uno è inciso «Nick», il nome del figlio scomparso a causa di un cancro allo stomaco nel 2023 all’età di 43 anni.
L’altro braccialetto contiene una maglia d’argento che gli ricorda i quattro figli rimastigli. «Guardo questi due braccialetti – ha concluso il compositore – ed evito di bere».
Lloyd Webber ha in programma di mettere all’asta le ultime bottiglie del suo vino da Christie’s tra il 22 aprile e il 6 maggio.
Il ricavato, stimato in 300.000 sterline (circa 345 mila euro), sarà devoluto al Music in Secondary Schools Trust, organizzazione che garantisce ai bambini il diritto di studiare uno strumento musicale classico all’ingresso nella scuola secondaria, nonché lezioni private e opportunità di esibizione.