corriere.it, 19 aprile 2026
Trump torna a occuparsi anche di Ufo
È da un po’ che gironzola attorno all’argomento. Così tra una guerra e l’altra, tra proclami e attacchi vari, Donald Trump è tornato a parlare di Ufo. Lo ha fatto lo scorso venerdì da Phoenix, dichiarando che la revisione del materiale relativo agli oggetti volanti non identificati condotta dalla sua amministrazione ha portato alla luce una serie di documenti da lui definiti «interessanti». Ha poi aggiunto che una prima tranche di documenti dovrebbe essere pubblicata a breve. Ecco le parole del principale inquilino della Casa Bianca: «Abbiamo trovato molti file che, devo dire, sono interessanti. Le prime pubblicazioni inizieranno molto, molto presto, così potrete andare a verificare se questi fenomeni sono corretti e credibili».
Il presidente parlava a un gruppo di sostenitori durante un evento organizzato dal gruppo conservatore “Turning Point USA”. A febbraio, Trump aveva ordinato alle agenzie statunitensi di iniziare a pubblicare i documenti governativi sugli Ufo – e in marzo è comparso il sito governativo Aliens.gov -, più in generale sui fenomeni aerei non identificati (ricordiamo che gli americani adesso preferiscono impiegare la denominazione Uap, Unidentified Aerial Phaenomena, ndr) al posto di quella tradizionale di Ufo – e sulla possibile vita extraterrestre, citando il forte interesse pubblico per l’argomento.
Trump aveva ordinato la revisione dopo aver accusato l’ex presidente Barack Obama – il cui interesse sull’argomento non è certo nuovo - di aver condiviso impropriamente informazioni classificate quando il predecessore aveva affermato che gli Alieni erano «reali» in un’intervista podcast. Obama avrebbe poi chiarito di non aver notato alcuna prova di un contatto extraterrestre durante la sua presidenza, pur affermando che la probabilità statistica di vita nell’universo oltre la Terra è elevata.
Anche Trump, dal canto suo, si è detto incerto sull’esistenza aliena. Negli ultimi anni, il Pentagono ha indagato su segnalazioni di Ufo e, nel 2022, alti ufficiali militari hanno affermato di non aver trovato prove che suggerissero che gli Alieni avessero visitato la Terra o vi fossero atterrati in modo rovinoso. Un rapporto del Pentagono del 2024 affermava poi che le indagini del governo statunitense dalla fine della Seconda Guerra Mondiale non avevano trovato prove di tecnologia extraterrestre e che la maggior parte degli avvistamenti non erano stati, erroneamente, catalogati come oggetti e fenomeni ordinari.
Peraltro tutto ciò cozza contro altri fatti pubblici. Ad esempio proprio Obama, durante il suo mandato, aveva parlato della questione degli Ufo. Non si era però mai sbilanciato sugli alieni – ricordiamo che è impropria l’automatica associazione tra oggetti volanti non identificati e le possibili entità extraterrestri, ndr –: ora l’ha fatto. Perché? Siamo di fronte a un voluto cambio di paradigma? Non solo. Ci sono state, in aggiunta a quelle di Trump, le dichiarazioni del suo vice. J.D. Vance, che si è tetto preoccupato e angosciato perché a suo avviso gli Alieni «sono demoni che volano in giro e fanno cose strane alle persone». E come dimenticare che nel 2017 Luis Elizondo, ex ufficiale dei servizi segreti, svelò gli avvistamenti di oggetti dalla dinamica stranissima da parte dei piloti degli F-18 della US Navy? Oppure come scordare che David Grusch, ex ufficiale dell’intelligence dell’aeronautica statunitense e informatore (whistleblower), ha dichiarato sotto giuramento al Congresso che il governo degli Usa possiede velivoli di origine «non umana» e resti biologici dei piloti, accennando pure a programmi segreti di recupero degli Uap illecitamente tenuti nascosti?
Insomma, in attesa degli eventi e di nuove uscite sul tema, c’è molta carne al fuoco. Ma qualcuno non la sta raccontando giusta. E non manca infine una singolare teoria relativa alla cosiddetta “disclosure”, vale a dire il processo di divulgazione ufficiale di Ufo e Nhi (Non Human Intelligence) al pubblico. L’ha illustrata Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e investitore originario di Facebook. Si interessa a Ufo e dintorni dal 2019 e adesso si è convinto che la tecnologia extraterrestre è già in mani umane, probabilmente militari o contractor privati, e che la vera partita non è sapere se i fenomeni sono reali ma chi riesce a brevettare, commercializzare e controllare la situazione quando tutto verrà finalmente alla luce. In parole povere: la “disclosure” non sarebbe altro che un gioco e non sarebbe una vittoria della trasparenza, bensì una manipolazione gestita ad alto livello.