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 2026  aprile 19 Domenica calendario

Meghan Markle e le controversie del suo viaggio in Australia

Sei anni dopo la Megxit annunciata alla regina Elisabetta a gennaio 2020 da Harry e Meghan, e dopo l’autobiografia al vetriolo Spare, le serie non meno velenose su Netflix, l’intervista con Oprah Winfrey, oggi i duchi di Sussex si muovono come «Royals» ma in tono non ufficiale.
Così il viaggio in Australia, un «semi Royal tour» come è stato battezzato dalla stampa anglosassone, ha provato a dimostrare che un loro ruolo «metà dentro e metà fuori» dalla famiglia reale è possibile. In realtà ha confermato invece quanto sia difficile conciliare un ruolo ufficiale e una vita privata che ha degli affari personali. Il motivo per il quale Elisabetta, che in questi giorni Londra celebra mentre scocca il 21 aprile il suo centenario, rigettò la loro proposta di una vita reale part-time.
Il viaggio in Australia di Harry e Meghan li ha visti incontrare sopravvissuti all’attacco antisemita di Bondi Beach e volontari del soccorso che accorsero sulla spiaggia di Sydney dove, durante la festa di Hannukah nel dicembre scorso, furono uccise 15 persone. E da Sydney a Canberra e Melbourne, la coppia dei duchi di Sussex si è presentata al pubblico stringendo mani, abbracciando bambini, consolando. Come avrebbe fatto una coppia reale in servizio attivo. Come avrebbe fatto anche Diana la principessa dei cuori e della gente, madre di Harry e alla quale Meghan non ha mai fatto mistero di ispirarsi.
Ma mentre Meghan si avviava in finale del tour in Australia verso l’Intercontinental hotel di Sydney per una conferenza, è emersa tutta la difficoltà di conciliare gli impegni protocollari e gli affari. Perché l’evento di Meghan – conclusosi con cena di gala e omaggi di prodotti del suo brand As Ever – era a pagamento, fino a 2.699 dollari per la conferenza e oltre 3.000 per una foto con la principessa e duchessa di Sussex.
Perché così è stata annunciata in tutti i momenti del tour di quattro giorni in Australia: persino i comunicati dei portavoce sono stati chiamati «Operational Note», come quando si muovono i Windsor. Come sarà per la visita di re Carlo e della regina Camilla negli Usa, da New York a Washington dove il re parlerà al Congresso. Non solo, ma gli abiti scelti da Meghan nel suo tour d’Australia, sono in vendita su una piattaforma di shopping online aiutata dall’Ai, nella quale l’ex attrice ora duchessa ha investito e da cui trae dei profitti.
Così, mentre a Londra l’ultimo sondaggio sulla popolarità dei Windsor li promuove, anche i duchi di Sussex riscoprono il valore di poter far parte (comunque) della Firm.
L’ultimo sondaggio di YouGov dice che il 64% dei britannici vuole la monarchia per il futuro, con il 45% che si dice orgoglioso dell’istituzione (solo il 20% prova imbarazzo per l’ex principe Andrea). E Harry e Meghan sono consapevoli che la forza della corona è un baluardo al quale appoggiarsi.