Corriere della Sera, 19 aprile 2026
La Russa spinge su Lupi come candidato sindaco a Milano
«Ogni volta che fanno il nome di Maurizio Lupi dicono che l’ha detto La Russa: è vero». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, lancia il leader di Noi moderati come candidato sindaco di Milano. E lui, pur non esponendosi ancora, non si tira indietro: «Tutti siamo a disposizione».
È un sabato milanese decisamente complesso per il centrodestra: separati in piazza – la Lega in Duomo coi Patrioti europei, Forza Italia all’Arco della Pace per le seconde generazioni e Fratelli d’Italia né da una parte né dall’altra – ma riunito all’hotel Mariott, dove Noi moderati, la più piccola formazione della coalizione, celebra il proprio congresso regionale. Sul palco si confrontano i leader lombardi, che dopo le scaramucce dei mesi scorsi aprono di fatto il cantiere per le amministrative del 2027, ma a smuovere le acque (eccome!) è Ignazio La Russa. Quando prende la parola, il presidente del Senato – comunque considerato uno dei king maker della partita milanese – sembra proprio dettare il percorso politico del centrodestra: «La mia proposta seria è riunirsi prima delle vacanze estive tutti e vediamo cosa ne esce sul programma e sulle indicazioni della squadra», premette. Quindi, prima di fare il nome di Lupi, scandisce la frase che da mesi il leader di Noi moderati ripete ad ogni occasione in cui si parla di Milano: «Io voglio un politico, lo dico apertamente. Un politico posso sceglierlo sapendo cosa scelgo. Un civico o è così bravo e noto che il nome brilla subito, oppure è un salto nel buio. O troviamo un super civico, un Batman o un Nembo Kid, oppure è difficile».
La Russa fa anche una proposta che sembra andare incontro a Forza Italia, che invece insiste per una figura tecnica: da affiancare al candidato sindaco, si potrebbero individuare «quattro assessori della società civile, non candidati con partiti, per presentare una super squadra». Quattro, proprio come le sigle della coalizione, verosimilmente uno per ciascuna. E quando parla dei «nomi che circolano» per il centrosinistra, il presidente del Senato si sofferma su quello del giornalista Mario Calabresi, «con doppio rispetto per il cognome che porta, ma con il dubbio sulle sue capacità amministrative».
Maurizio Lupi non esce allo scoperto ufficialmente: «Tutti siamo a disposizione, sono a disposizione io, è a disposizione Matteo Salvini, lo è Ignazio La Russa – dice —. L’unico criterio è conoscere la città, non imporre dall’alto, valorizzare, ascoltare e poi faremo le nostre scelte. Credo che il centrodestra qui a Milano abbia una classe dirigente, una classe politica, in grado finalmente di rimettersi in gioco. Dobbiamo avere il coraggio di fare sintesi e fare presto una proposta alternativa per questa città – conclude —: Noi moderati avrà un ruolo da protagonista». Ne è convinta anche la segretaria del partito, Mara Carfagna: «Perché affannarsi a cercare un nome per Milano quando abbiamo un candidato perfetto per esperienza, coerenza, credibilità come Maurizio Lupi? Quando si ha una personalità così ci si affretta a mandarlo in campo, non si perde tempo a cercare riserve o soluzioni alternative».