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 2026  aprile 19 Domenica calendario

Meloni: «Navi italiane a Hormuz con la tregua»

«Non siamo stati fortunati con la situazione geopolitica, con l’instabilità che sta diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto». Di ritorno dal vertice dei Volenterosi di Parigi, sabato mattina Giorgia Meloni arriva sul palco della 76esima Assemblea di Federalberghi che ha appena nominato Bernabò Bocca presidente per la sesta volta, per il 26esimo anno consecutivo. A lui e a tutti gli imprenditori del settore presenti, oltre che al neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la premier si rivolge affrontando la questione che sta a cuore a tutti, la crisi in Medio Oriente con le pesanti conseguenze per l’economia e, mentre parla, l’Iran ha già annunciato di voler richiudere lo Stretto di Hormuz. «Noi – assicura – siamo al lavoro ogni minuto per la stabilizzazione». Ricorda il vertice a Parigi «con altri importanti leader europei, collegati con circa 50 Paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali si possa insieme lavorare proprio per tornare a garantire la libertà di navigazione, in un quadrante che è di estrema importanza». Invita a non abbattersi «con la consapevolezza che anche in questo contesto possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti: la nostra storia parla per noi, nelle fasi più complicate abbiamo dato il meglio di noi stessi». Rilancia l’orgoglio nazionale alla platea che poco prima, tramite il suo presidente, aveva chiesto interventi «al più presto per mitigare lo choc energetico, gli alberghi sono aziende energivore – aveva ricordato Bocca – e, le incognite sul costo dell’energia rappresentano una forte ipoteca anche sulle prospettive degli anni a venire».
La premier rivendica il lavoro svolto sul fronte energetico anche prima della crisi in Medio Oriente e annuncia il prossimo viaggio, tra due settimane in Azerbaigian. «Siamo italiani – aggiunge – accontentarci non fa parte del nostro Dna: non fatelo, noi non lo faremo, io non lo farò. Questa nazione sta stupendo, può farlo ancora di più. Possiamo tagliare ancora molti traguardi insieme nonostante la congiuntura». Ringrazia anche «il precedente ministro Daniela Santanchè per il lavoro svolto» (applausi dalla sala) e ricorda che «per l’Italia il turismo rappresenta molto più di quel 13% di Pil, perché parla di ciò che siamo noi, promuove i nostri valori e stile di vita: per questo dico grazie ai nostri imprenditori, il turismo in Italia è tornato solido e in salute».
Ma l’appello agli imprenditori a «tagliare ancora molti traguardi insieme» sembra quasi rivolto anche a quel Parlamento cui Meloni chiederà il via libera per la «missione difensiva» ad Hormuz con «una presenza navale internazionale in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali quando ci sarà una cessazione delle ostilità» decisa con i Volenterosi. Un impegno «che potrà esserci solo con il via libera del Parlamento», ma senza risoluzione Onu.
Le opposizioni raccolgono ma specificano che «serve un mandato chiaro dell’Onu». Da Barcellona Elly Schlein spiega: «Serve una cornice chiara che in questo momento il governo non ha fornito, serve che ci sia un accordo di pace e serve un chiaro mandato multilaterale che in questo momento non c’è». Angelo Bonelli di Avs è netto: «Il nostro consenso solo con un chiaro mandato dell’Onu e in un quadro di cessate il fuoco permanente». Lo stesso vale per i 5 Stelle: «Onu necessaria per garantire una cornice giuridica chiara». Sosterrà invece la missione Carlo Calenda, di Azione, «se condotta e coordinata insieme ai partner europei» e invita «tutte le opposizioni a fare lo stesso».