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 2026  aprile 19 Domenica calendario

L’IA non sa scommettere sul calcio

Sono finite in bancarotta. Ma tranquilli in Borsa: era solo una simulazione. Sono le grandi multinazionali dell’intelligenza artificiale. Ad alcune di loro ed ai loro programmi che tutto sanno e tutto fanno, navigando velocissime fra algoritmi ed altre diavolerie digitali entrati a giga tesi nella vita quotidiana, è stato affidato un capitale presunto di 100 mila dollari (in valuta reale o in crypto poco importa: pure a Monopoli si gioca con soldi falsi) ed è stato affidato il compito di generare profitti, che è uno dei campi nei quali le sullodate più s’impegnano, ma in un settore limitato a fini di studio: quello delle scommesse sul calcio. E dove poteva accadere se non in Inghilterra, dove il calcio fu inventato e le scommesse sono una religione. General Reasoning è il brand che ha confezionato l’esperimento, Ross Taylor uno dei ricercatori.
Ai software sono state trasferite tutte le informazioni possibili su una stagione appena trascorsa e che quindi poteva servire da base certa per il confronto. Un gigantesco miscuglio di big data, video analisi, referti medici (forse: ma la privacy?), opzioni al touchscreen che manderebbero in sollucchero Lele Adani, decisioni di arbitri e Var prese per oro colato e quant’altro fa il corredo (la paccottiglia?) del calcio nell’Era Digitale. Le regole erano scientifiche: tre tentativi per ciascuno dei modelli incaricati di rivelarci se si può organizzare quello che è il sogno di ogni scommettitore: inventare un sistema che porti alla cassa in un mondo dove il banco vince, se non sempre spesso.
SCONFITTE
In questa sperimentazione ha vinto sempre, per esempio, con Grok (Elon Musk) che ha lasciato nell’operazione, basata su tre tentativi, l’intero capitale di partenza; meglio, nel complesso, pare sia andata a Claude Opus 4.6 di Anthropic che avrebbe perso, alla fine dei conti, l’11 per cento; una volta sembra che abbia raggiunto il pareggio, uno squallido zero a zero per restare in tema. Ha detto Ross Taylor tirando le somme (perse): «Si parla molto di automazione tramite l’AI, ma mancano dati concreti su come possa essere applicata sul lungo periodo. Per testare i modelli più avanzati, attualmente, si usano sfide imperfette perché basate su ambienti molto statici che hanno ben poco a vedere con il caos e la complessità del mondo reale».
E cosa è più caotico e complesso di un campionato di calcio? Si dice che il pallone è rotondo e dunque rotola, talvolta dove gli pare, talaltra dove è spinto da qualche “calcetto-aiutino” che una povera AI non può conoscere nel suo sapere statistico. Come informarla, al momento, non delle parole di Ranieri e Gasperini ma del loro effetto dentro i due o nell’animo dei giocatori? Però, attenzione che prima o poi Ma non possiamo pretendere, da scommettitori, che ci dicesse che Bosnia-Italia finiva com’è finita.