la Repubblica, 18 aprile 2026
Giorgetti contro l’Fmi sul taglio delle accise
Il Fondo Monetario Internazionale apprezza gli sforzi compiuti dall’Italia per migliorare i conti, ma boccia il taglio delle accise sui carburanti perché è una misura non mirata e aiuta anche segmenti della popolazione che non hanno bisogno di essere sostenuti.
Il direttore del Dipartimento europeo del Fondo, Alfred Kammer, ha notato sull’Imf Blog che «alcuni Paesi, come la Danimarca o la Svezia, con livelli di debito comparativamente basso, dispongono dello spazio necessario per attuare politiche di bilancio anticicliche, a differenza di Francia e Italia». Secondo Kammer la tentazione è quella “di limitarsi a bloccare l’aumento dei prezzi, ricorrendo a tetti massimi, sussidi generalizzati o tagli alle accise sui carburanti». Queste però sono «misure imprudenti», perché il sostegno «non mirato avvantaggia in modo sproporzionato le famiglie a reddito più elevato», che consumano più energia ma non hanno bisogno di aiuti.
Incontrando i giornalisti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha risposto così: «Nella prospettiva tecnica può avere un senso. Chiaramente chi fa politica è chiamato a fare anche altri tipi di valutazione e credo che i poveri ministri delle Finanze non siano molto invidiati in questo momento». Quindi ha aggiunto: «Gli incontri di questi giorni, anche a livello europeo, hanno confermato lo stato di disagio e la richiesta alla Commissione Ue di assumere decisioni urgenti, rapide ed efficaci per contrastare quella che speriamo sia una situazione temporanea». Giorgetti ha commentato anche la notizia della riapertura dello Stretto di Hormuz: «Ogni giorno lo scenario cambia, quindi vuol dire che l’incertezza, che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni, volge oggi al bello, Ma questo non significa che la situazione sia risolta».
Secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, durante i meetings «non c’è stato un allarme sui conti pubblici. Questo non vuol dire che possiamo rilassarci, bisogna continuare a stare attenti e tenere sotto controllo la finanza pubblica. Abbiamo un sistema bancario forte, abbiamo aumentato il livello degli investimenti, tutto sommato è ancora abbastanza buono». Il Fondo infatti ha applaudito la tendenza al ribasso del rapporto fra deficit e Pil, avvertendo però che la crescita resta a «livelli insoddisfacenti». Anche Panetta ha messo in guardia dall’impatto della guerra ancora non conclusa: «Una crisi energetica non è mai una buona notizia, soprattutto per un Paese come il nostro, per un’economia come la nostra, che dipende dalle importazioni di energia e di energia fossile dall’estero. Siamo stati toccati meno che in passato da questa crisi: l’efficienza energetica dell’economia italiana è molto migliorata».