corriere.it, 18 aprile 2026
L’ex senatore Filippi rapinato e sequestrato nella sua villa
L’hanno atteso in uno dei garage della sua villa, sulle colline vicentine di Arcugnano. Sono le undici di sera quando l’imprenditore Alberto Filippi, titolare di Unichimica ed ex senatore della Lega, al rientro da una cena, si trova di fronte quattro banditi armi in pugno non appena scende dalla sua Lamborghini.
Lo costringono ad aprire la porta di casa, lui reagisce, lo picchiano. Una volta entrati, due malviventi raggiungono la moglie e le due figlie ai piani superiori, mentre gli altri rimangono con lui in cucina, al piano terra.
Alla moglie, dopo averla separata dalle figlie, chiedono di aprire la stanza dove erano custoditi vari orologi molto costosi, tra cui una collezione di Patek Philippe, oltre a diversi Rolex.
I banditi hanno anche sottratto diverse borse Hermès e alcune pellicce. Racconta Filippi: «Un incubo durato un’ora». Bottino: circa 3 milioni di euro. «Alberto e la moglie sono stati malmenati – ha dichiarato l’avvocato Cesare Dal Maso, che assiste l’imprenditore – C’è un particolare che fa ipotizzare che i malviventi fossero a conoscenza dell’uscita serale di Filippi, per lui inusuale: l’orario in cui hanno deciso l’assalto, cioè mezz’ora prima del suo arrivo. Come se lo aspettassero».
I malviventi forse non sapevano che gli ambienti di casa Filippi sono praticamente tappezzati di telecamere nascoste. «Potranno essere di grande aiuto alle indagini dei carabinieri di Vicenza», precisa Dal Maso. Si tratta delle stesse telecamere che tempo fa avevano registrato gli incontri dell’ex senatore con un “pentito” calabrese che lo aveva accusato di aver commissionato due attentati: al giornalista Ario Gervasutti del luglio 2018 e a un concorrente di Unichimica. Grazie a quelle registrazioni audio la Procura antimafia di Venezia aveva deciso di chiedere l’archiviazione della posizione di Filippi.