Corriere della Sera, 18 aprile 2026
Conte e il caso Piantedosi, la laurea e gli altri misteri
Claudia Conte non è laureata alla Luiss – pur avendo indicato nel curriculum, sul suo sito, un master in quell’ateneo – ma all’università telematica Pegaso. Un dato che emerge dalla risposta del ministero dell’Università guidato da Anna Maria Bernini a un’interpellanza di Angelo Bonelli (Avs), sulla formazione della giornalista che durante un’intervista «non ha negato» una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Mentre interviene anche l’avvocato di Conte, annunciando azioni legali perché «non c’è nulla da rivelare».
Laurea in Giurisprudenza, citava genericamente il curriculum, e poi, appunto, il master «La scuola politica» alla Luiss, oltre a conduzioni radiofoniche e attività istituzionali, collaborazioni e riconoscimenti. Il ministero, invece, attesta che la giornalista ha cominciato sì la prestigiosa università romana, ma l’ha abbandonata prima della laurea. «Ci viene chiesto – è il testo della risposta a Bonelli, illustrata alla Camera dala sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano – di chiarire se Conte sia in possesso di titolo di laurea e presso quale università: risulta che sia immatricolata nell’anno accademico 2011/12 presso la Luiss Guido Carli per il corso di laurea magistrale ciclo unico in Giurisprudenza». Qui ha sostenuto «negli anni accademici 2011/12 e 2015/16 diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi presso questa università il 5 aprile 2016».
Poi ha proseguito altrove: nell’anno 2015/16, Conte risulta immatricolata presso l’università telematica Pegaso per il corso di laurea magistrale in giurisprudenza e qui «ha sostenuto i restanti esami di profitto e l’esame di laurea finale nell’anno 2017».
Poi, i chiarimenti sugli incarichi da parte del Viminale: «La dottoressa Claudia Conte – la replica che arriva dal ministero guidato da Matteo Piantedosi – è stata invitata a partecipare a quattro iniziative formative organizzate dalla Scuola di perfezionamento per le forze di polizia. A due delle predette iniziative, Conte, essendo giornalista, ha partecipato in qualità di moderatrice, a un’altra ha preso parte in qualità di autrice di un libro sul disagio giovanile, tema oggetto dell’incontro, mentre non ha raccolto l’invito a partecipare all’ultimo intervento propostole». Nella risposta si precisa che «per le attività menzionate non è richiesto il requisito della laurea» e che queste «prestazioni non sono state liquidate per l’incompletezza della documentazione richiesta all’interessata ai fini del pagamento».
E se Siracusano si dice «stupita per le priorità di Bonelli», il deputato di Avs attacca: «Emerge che la laurea è stata conseguita presso l’università telematica Pegaso, un elemento rilevante che fino a oggi non era stato chiarito». E ancora: «Dalla stessa risposta si evince che il ministero della Cultura ha concesso consulenze per 65 mila euro a Claudia Conte, mentre veniva respinto il contributo al film su Regeni».
Sul tema è intervenuto anche il legale di Conte: «La mia assistita non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso la Luiss, dove tuttavia si è immatricolata e ha sostenuto diversi esami», dice all’Adnkronos Domenico Forgione. «A sua tutela – prosegue – sto intraprendendo azioni legali. La mia assistita non è mai voluta intervenire per non alimentare il gossip sulla sua persona. Non intende rilasciare dichiarazioni o interviste sulla sua vita privata. Tantomeno ha intenzione di scriverne un libro scandalistico con rivelazioni choc». «Zero illegalità, zero complotti e zero ricatti», insomma. E conclude definendo «inaccettabili le allusioni a una vicinanza ad ambienti della criminalità».