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 2026  aprile 18 Sabato calendario

Stretta su coltelli e droga, primo sì

Il decreto sicurezza è stato approvato ieri al Senato: 96 sì, 46 no, nessun astenuto. Martedì il testo sarà in discussione alla Camera dove è stato annunciato il voto di fiducia, visto che il decreto scade il 25 aprile, pochi giorni, con +Europa che si appella a Fontana sulla «abnorme compressione di tempi e prerogative parlamentari». Ieri a Palazzo Madama una rumorosa protesta delle opposizioni. Tra i cartelli alzati: «Governo Meloni, zero risorse zero sicurezza» e «meno sicurezza, meno diritti». Le norme nel decreto hanno già fatto discutere. Tra le altre: il cosidetto fermo preventivo in vista di una manifestazione, con trattenimento temporaneo fino a 12 ore. E la stretta sui coltelli con il divieto assoluto di vendita per i minorenni. Sono previste aggravanti per tutelare insegnanti e operatori sanitari. Anche il discusso «scudo» per gli agenti che commettono reati con una «causa di giustificazione» (e che poi viene esteso a tutti).
Viene limitata ulteriormente l’applicazione della riduzione per lieve entità della detenzione e cessione di sostanze stupefacenti qualora l’attività non sia occasionale. Un provvedimento che ha mosso le proteste anche fuori dal Parlamento: secondo i dati di Antigone il 34% dei detenuti è tossicodipendente e questo emendamento rischia di sovraffollare le carceri. Ma è stato esteso anche il cosiddetto daspo alle manifestazioni. È stata infatti estesa la fattispecie di reati per cui ci può essere il daspo: basterà la resistenza al pubblico ufficiale, ad esempio, per non poter partecipare a manifestazioni.
Alberto Balboni, FdI: «I reati non sono aumentati, sono il 15% in meno rispetto a 10 anni fa e il 2,4 in meno rispetto al 2024. Il 35% vengono compiuti da immigrati». Il vicepremier Matteo Salvini, prima del voto, in tv aveva detto: «Sono diminuiti sbarchi e reati ma non è ancora abbastanza, stiamo lavorando per assumere altri 10 mila militari». Maurizio Gasparri, FI: «Come si fa a essere contro norme più restrittive sull’uso di coltelli e sulla circolazione di queste armi tra i ragazzi?». Dalle opposizioni attacca Francesco Boccia, Pd: «Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento del governo. Questo provvedimento è solo un manifesto di propaganda, che restringe i diritti, rende le carceri ancora più invivibili, trasforma il Paese in un Far West. Dopo ogni decreto aumenta il disordine normativo senza ridurre il disordine sociale». Luca Pirondini, M5S: «In Aula si vota l’ennesimo decreto “sicurezza” ma manca Matteo Piantedosi: è il simbolo dell’assenza e del flop del governo Meloni su questo tema. Siamo già al quarto, forse quinto intervento sulla stessa materia: si iniziò con il decreto rave si è proseguito a colpi di slogan con zero risorse. Se devi riscrivere le regole ogni mese, le precedenti non hanno funzionato». Matteo Renzi, Iv parla di «legge fuffa» e chiede: «Dov’è il ministro dell’Interni che tanta retorica ha lanciato contro le opposizioni forse per mascherare altri problemi soggettivi? Dov’è?».