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 2026  aprile 18 Sabato calendario

Teheran «riapre» Hormuz. Trump: intesa in uno o due giorni

Quando era in chiara difficoltà con due fronti aperti, «postava» meme di sé stesso nei panni di Gesù. Adesso che ha annunciato sul suo social Truth per il Libano un «cessate il fuoco di dieci giorni» (dopo aver sentito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il capo di Stato libanese, Joseph Aoun) e la riapertura dello stretto di Hormuz con imminente ritorno ai colloqui di pace (bonus: «L’Iran ha accettato di sospendere il suo programma sul nucleare»), l’umore presidenziale pare decisamente migliorato: «Abbiamo fatto una piccola deviazione in Iran, quel Paese adorabile: stavano succedendo brutte cose», ha scherzato durante un comizio a Las Vegas.
Verso la Nato, però, l’umore resta pessimo, se possibile peggiorato. Idem verso l’Italia. «Ora che la situazione dello stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla Nato che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. HO DETTO LORO DI STARE LONTANO, A MENO CHE NON VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Erano inutili quando servivano, una Tigre di Carta!».
I Volenterosi non l’hanno impressionato favorevolmente: Trump non può uscire dalla Nato senza passare dal Congresso (dove non ha i numeri per farlo). Però, anche oggi, potrebbe ordinare unilateralmente lo spostamento di truppe statunitensi all’interno dei Paesi Nato. Il Truth dedicato all’Italia però è quello che apre almeno teoricamente lo scenario dell’opzione più pesante: sganciarsi non dalla Nato ma trasformare in semplice suggerimento l’Articolo 5, quello finora invocato soltanto dagli Usa dopo l’11 settembre. Trump può dichiarare ufficialmente che non difenderà un membro specifico dell’Alleanza se attaccato: la Nato perderebbe immediatamente il suo senso – la deterrenza. Per questo c’è da augurarsi che sia semplicemente dettato dall’irritazione del momento il post che l’altroieri diceva «L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro!» con link a un articolo del Guardian che illustrava il rifiuto di Roma a concedere l’uso di Sigonella, che è una base italiana nella quale gli americani, da ospiti, devono sempre chiedere il permesso per poter operare.
Il post su X
Su X/Twitter, ripreso poi largamente su Truth dal popolo Maga, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: «In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, sulla rotta coordinata come già annunciato dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica Islamica dell’Iran».
Trump ha fatto largo uso di tutte maiuscole, ieri, come nelle grandi occasioni: Lo stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto per gli affari e il passaggio completo, ma il blocco navale rimarrà in piena forza ed effetto per quanto riguarda solo l’Iran, fino a quando la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%. Questo processo dovrebbe avvenire in modo molto rapido, in quanto la maggior parte dei punti sono già negoziati».
Social media a parte, ha dichiarato alla Cbs che «l’Iran ha accettato tutto», compresa la cessazione del sostegno ai suoi gruppi alleati in Medio Oriente, tra cui Hamas e Hezbollah. Nella stessa intervista, sprizzando ottimismo, ha concluso che Teheran «è un ottimo accordo, un accordo meraviglioso. L’uranio arricchito? I nostri, insieme con gli iraniani, lavoreranno fianco a fianco per recuperarlo. Poi lo porteremo negli Stati Uniti», e ha smentito l’ipotesi del Wall Street Journal su un possibile sblocco di 20 miliardi di dollari in asset iraniani attualmente congelati come premio per la cooperazione sul nucleare.
Trump ha poi garantito che non saranno necessari «boots on the ground», l’invasione di terra che aveva peraltro sempre escluso. Ad Axios, ha ripetuto che «gli iraniani vogliono incontrarci, nel weekend, credo che tra un giorno o due avremo un “deal”, chiuderemo la trattativa».
Sempre vicinissima alla Casa Bianca, Fox News ha ieri notte addirittura azzardato che Trump potrebbe volare personalmente a Islamabad per chiudere la guerra ufficialmente.