repubblica.it, 17 aprile 2026
Eni, Iss boccia lo stipendio di Descalzi: “Aumento eccessivo”
Il consulente legale dei grandi fondi d’investimento Iss boccia lo stipendio di Claudio Descalzi all’Eni e invita gli azionisti a votare contro l’aumento che sarà all’ordine del giorno dell’assemblea (probabilmente il 6 maggio): “Sebbene un certo aumento potesse essere comprensibile il livello raggiunto appare eccessivo”, è il parere del proxy ISS, definendo gli attuali livelli retributivi “già consistenti”.
Bonus fino a 15 milioni
Dopo nove anni alla guida, Descalzi si avvia a cominciare il suo quarto mandato con un consistente adeguamento. Eni propone ai soci di incrementare la remunerazione dell’ad di circa il 23%, portandola a 8,9 milioni di euro (10,49 milioni di dollari), con un ulteriore aumento fino al 38%, raggiungendo i 15,4 milioni di euro, nell’ambito di un livello aggiuntivo di incentivi per il superamento delle performance che scatterebbe con un piano di incentivazione a lungo termine.
Le cifre sono quelle della stessa Iss.A marzo Eni aveva dichiarato di voler usare come punto di riferimento la remunerazione di concorrenti europei come i Ceo di Shell, TotalEnergies e BP. “Nel rapporto sulla remunerazione, l’assenza di risultati di performance riportati per il periodo 2023-2025, unitamente alla persistente mancanza di informazioni tempestive sui bonus annuali maturati per i dirigenti senior, che si traduce in un ritardo di un anno nella rendicontazione, solleva preoccupazioni in merito alla trasparenza e non è conforme agli standard di mercato accettabili” hanno aggiunto gli analisti di Iss.