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 2026  aprile 17 Venerdì calendario

Ecco dov’era a Londra la casa di Shakespeare

Tre documenti d’archivio di quattro secoli fa hanno permesso di individuare l’esatta posizione dell’unica casa acquistata da William Shakespeare nella capitale britannica.
Il grande drammaturgo la comprò nel 1613, poco prima del suo apparente ritiro dall’attività teatrale e del suo ritorno a Stratford sull’Avon, la cittadina in cui era nato, centosessanta chilometri più a nord, nell’Inghilterra centrale. Tre anni dopo l’acquisto della casa morì, all’età di 52 anni. La scoperta che fosse proprietario di un’abitazione a Londra è di grande importanza, affermano gli storici, perché suggerisce la sua intenzione di continuare a trascorrere del tempo lungo le rive del Tamigi e di non abbandonare la scrittura.
La mappa catastale della parrocchia di St Ann Blackfriars 
La casa si trova al numero 5 di St. Andrew Hill, nella zona di Blackfriars, in prossimità del fiume che attraversa la città, dell’omonimo ponte dei Frati Neri, sotto il quale nel 1982 fu ritrovato impiccato il banchiere italiano Roberto Calvi, detto “il banchiere di Dio” per i suoi controversi rapporti con il Vaticano, e della sede odierna del Consolato Generale d’Italia.
Era praticamente sulla riva opposta del Tamigi rispetto al Globe Theatre, il teatro sul South Bank, la Riva Meridionale, in cui Shakespeare allestì i suoi capolavori, dall’Amleto a Romeo e Giulietta, ricreato e riaperto nel luogo originale nel 1997.
Casa e bottega, per così dire, una dirimpetto all’altra, anche se per raggiungerle il commediografo doveva attraversare il fiume in barca o raggiungere più a est il London Bridge, primo ponte in muratura di Londra, costruito fra il 1176 e il 1206, per oltre cinque secoli l’unico ponte londinese sul Tamigi.
L’abitazione era ancora più vicina al Blackfriars Theatre, sullo stesso lato del fiume, un piccolo teatro usato dai King’s Men, una compagnia di attori che metteva in scena spesso le sue opere.
All’epoca l’edificio acquistato da Shakespeare era adiacente a una Great Gate, una grande porta d’ingresso al quartiere di Blackfriars, sede fra l’altro di un noto convento di frati domenicani. La casa in questione non esiste più, distrutta mezzo secolo più tardi dal Great Fire del 1666, il grande incendio che devastò gran parte della città. Ma la nipote di Shakespeare fece in tempo a venderla nel 1665, proprio l’anno prima del rogo, e l’atto di vendita dell’abitazione è per l’appunto uno dei documenti originali rinvenuti nei London Archives e nei National Archives.
Gli altri due fanno riferimento all’acquisto del 1613 da parte del drammaturgo, con una mappa delle case della zona e dei relativi proprietari. La professoressa Lucy Munro, docente di letteratura del King’s College di Londra, autrice della scoperta, ha confermato alla Bbc l’autenticità dei documenti: “Stavo facendo ricerche per un progetto d’altro tipo e non potevo credere ai miei occhi quando mi sono resa conto che stavo guardando la planimetria della casa di Shakespeare”.
Era noto che Shakespeare aveva vissuto nell’area: lo attesta una Blue Plaque su St. Andrew Hill, una delle tante “targhe blu” che informano sulle abitazioni di personaggi importanti nelle strade della metropoli. Ma la targa afferma soltanto che il poeta e commediografo abitava “nei dintorni”, mentre ora si sa che visse in quel punto esatto di Londra, all’altezza dell’attuale numero 5. Non in affitto, come per i suoi altri precedenti indirizzi in città, bensì come proprietario. Perché avrebbe acquistato casa per la prima volta nella capitale, se davvero intendeva ritirarsi a Stratford e abbandonare il teatro? La scoperta, commenta la professoressa Munro, può indurre a ripensare il finale della vita di Shakespeare in una chiave diversa: forse voleva mantenere il legame con Londra e con il teatro. Forse intendeva continuare a scrivere. L’ultimo colpo di scena, in un’esistenza che ha segnato con inchiostro indelebile la letteratura mondiale.