Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 16 Giovedì calendario

Dalla base di Aviano a quella di Fairford, fino a tre voli al giorno di 23 aerei cargo Usa

Donald Trump sarà anche scioccato da Giorgia Meloni, ma come il Fatto Quotidiano può rivelare, l’Italia ha garantito assistenza logistica agli Usa anche nelle ultime settimane: dal 27 marzo scorso al 13 aprile, almeno 23 voli militari cargo C-130J-30 Hercules della Us Air Force, o comunque degli Usa, sono partiti dalla base di Aviano verso la base inglese di Fairford, che “grazie alla sua lunga pista – ha scritto la Bbc – è in grado di ospitare tutti e tre i tipi di bombardieri a lungo raggio della Us Air Force degli Stati Uniti – il B-1, il B-2 e il B-52 – e sia i B-52 sia i B-1 sono stati avvistati da quando sono iniziate le operazioni in Medio Oriente il 28 febbraio”.
Mentre due settimane fa il Corriere della Sera diffondeva la notizia che il governo italiano avrebbe negato la base di Sigonella ai bombardieri Usa, il nostro giornale aveva già rivelato i voli cargo da Sigonella verso basi cruciali per la guerra in Iran, come Souda Bay, e almeno cinque voli da Aviano del Lockheed C-5M Super Galaxy a partire da una settimana prima dell’attacco all’Iran e fino al 3 marzo scorso. Ora possiamo rivelare questi nuovi voli cargo, tracciabili con piattaforme come AirNav, che commercializzano i dati sui voli civili e militari e che sono usate anche da clienti come la Nato. Molti di questi voli sono stati operati dalla Us Air Force e in giorni come il 2 e l’8 aprile hanno toccato punte di tre partenze al giorno. Mai, in tutto l’anno precedente, c’era stato questo via vai. Gli aerei C-130 possono trasportare veicoli da guerra leggeri come gli Humvee, truppe, munizioni, equipaggiamento e, ovviamente, anche forniture, come cibo per i soldati. Come si spiega questa impennata di voli? Abbiamo interpellato un analista militare che ha accettato di parlare con noi anonimamente visto che l’argomento è sensibile. “Gli aerei C-130 sono cargo più piccoli dei C-5: i C-5 possono trasportare equipaggiamento molto più pesante”, ci dice, sottolineando che il notevole numero di voli “indica un build up”, ovvero un ammassamento di forze di qualche tipo e l’accumulo di equipaggiamento in un luogo prima del suo uso. “Non dimentichiamoci – spiega l’analista – che quello in corso è solo un cessate il fuoco, al momento non è una cessazione delle ostilità, e questo fatto non preclude che i voli che si succedono continuino ad ammassare forze e infrastrutture di supporto”.
La base inglese di Fairford è da settimane al centro delle attenzioni di politici, giornalisti e attivisti. Nelle prime fasi della guerra, media internazionali e attivisti hanno potuto fotografare e filmare come le bombe venivano caricate sui grandi bombardieri Usa. Gli abitanti locali hanno raccontato alla Bbc che venivano svegliati la notte e le loro abitazioni tremavano per il rumore di decolli e atterraggi dei grandi B-1 e B-52. Ma presto Fairford è diventata una base troppo calda per permettere di vedere anche solo quello che accade nelle parti esterne. Inizialmente il premier del Regno Unito, Keir Starmer, aveva negato l’uso delle basi militari britanniche agli Usa, ma si era ritrovato al centro dello scontro con Donald Trump, tanto che poi ha ceduto e ha autorizzato l’uso per attacchi “difensivi”, anche se, a oggi, nessuno ha capito quali siano questi attacchi difensivi. Un ex ufficiale dell’aeronautica militare britannica, che ha accettato di parlare sotto anonimato con il media inglese indipendente Declassified Uk, ha dichiarato che l’affermazione di Starmer è una “fantasia” e che è “lampante” che i bombardieri degli Stati Uniti da Fairford hanno condotto attacchi offensivi. Le strade intorno alla base sono state chiuse e sono stati installati dei pannelli che impediscono agli osservatori esterni di vedere se e come vengono caricati gli ordigni sugli aerei, come ha riportato la Bbc. Dei voli dei bombardieri da Fairford non c’è traccia sulla piattaforma AirNav, e alla domanda del Fatto Quotidiano di sapere come mai questi dati siano omessi, AirNav non ha risposto.