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 2026  aprile 16 Giovedì calendario

Claudia Conte, spunta la laurea telematica

In queste settimane si è parlato molto del curriculum di Claudia Conte. Non solo per la relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che la giornalista ha raccontato di avere, ma per il modo in cui quel curriculum è stato utilizzato. Quel profilo, infatti, non è rimasto sulla carta: è stato presentato a enti pubblici, alla Scuola superiore di Polizia per attività di docenza e, a quanto risulta a Repubblica, anche a società partecipate per la conduzione di eventi, talk e iniziative istituzionali. È da qui che parte la verifica. In più occasioni – interviste, presentazioni – Claudia Conte è stata indicata come laureata alla Luiss Guido Carli, un elemento entrato nella narrazione pubblica del suo percorso. Ma quella laurea alla Luiss non esiste. Dagli accertamenti, come Repubblica è in grado di rivelare, emerge infatti una sequenza diversa: Conte si iscrive alla Luiss nel 2011, facoltà di Giurisprudenza; la carriera si chiude nel 2016 per rinuncia, senza conseguimento del titolo.
A quel punto si apre un nuovo percorso: nel 2016 si iscrive all’università telematica Pegaso di Napoli, dove consegue la laurea in Giurisprudenza il 5 giugno 2017, con voto 107. Il dato più rilevante riguarda i tempi: per arrivare al titolo risultano acquisiti 75 crediti formativi in circa otto mesi. Il percorso è formalmente corretto, ma non è quello che è stato raccontato. Quando la questione arriva sul piano politico, il quadro si allarga: la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, si prepara a rispondere all’interrogazione parlamentare presentata da Angelo Bonelli; le verifiche partono dalla Luiss e da lì la ricostruzione porta alla telematica.
Non è l’unico punto. Restano dubbi anche sulla partecipazione dichiarata a seminari e attività di formazione in ambito politico-istituzionale, spesso citati nei profili pubblici ma difficili da verificare con precisione. E poi c’è il lavoro. Claudia Conte ha collaborato con il governo Meloni attraverso un progetto di Difesa Servizi Spa, la società interamente controllata dal ministero della Difesa: all’interno del «tour mondiale» della nave Amerigo Vespucci – realizzato in partenariato con la società privata Ninetynine Srl – è stata coinvolta nella moderazione di eventi e incontri istituzionali. Ha partecipato a quattro appuntamenti – tre a Los Angeles e uno a Doha – e, per le attività negli Stati Uniti (otto giorni complessivi), ha ricevuto un compenso lordo di 4.160 euro tramite la Ninetynine, che gestiva gli aspetti contabili del progetto,con viaggi e alloggi pagati. Era uno dei volti del tour.
Negli stessi anni Conte costruisce anche una rete di iniziative – dal bullismo all’autismo fino agli eventi legati ai motori – organizzate attraverso la sua società, la Shallow Srls, presentata come impresa culturale femminile, in molti casi senza nascondere i rapporti con il ministro. Una presenza costante anche in Rai: un programma in radio che le consente di ottenere la matricola per i collaboratori, poi collaborazioni come opinionista nei talk con compensi a gettone; nel2023 arriva un programma tutto per lei in radio, sotto la direzione di Francesco Pionati. Tra gli sponsor politici, secondo quanto risulta,il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli,che avrebbe sostenuto il suo inserimento e proposto il suo nome come opinionista, soprattutto sui temi della sicurezza. E poi ci sono i finanziamenti pubblici.
Dopo i contributi ottenuti nel 2025 per il Ferrara Film Festival – dove Conte è co-direttrice artistica – emerge un secondo filone: per il progetto «Women in Cinema Award», iniziativa arrivata alla dodicesima edizione, sono stati riconosciuti dal ministero della Cultura 65mila euro in tre anni (25mila nel 2023, 20mila nel 2024, altri 20mila nel 2025). Un flusso costante di fondi pubblici su un’iniziativa legata al suo nome, mentre cresceva la sua presenza nei circuiti istituzionali e mediatici. Non solo: Conte,negli ultimi mesi, come risulta a Repubblica, ha presentato a diverse aziende partecipate il suo curriculum, proponendosi come presentatrice di eventi, talk e moderatrice di dibattiti. È dentro questa rete —incarichi pubblici, eventi, compensi, relazioni politiche – che il curriculum assume un peso diverso: non per ciò che contiene, ma perciò che omette. Perché quando un profilo viene utilizzato per accedere a incarichi, docenze e collaborazioni legate allo Stato, la ricostruzione non è un dettaglio. È il punto.