la Repubblica, 16 aprile 2026
La “Bbc” taglierà 2mila dipendenti in due anni
Chi salverà la Bbc? La gloriosa emittente pubblica britannica si prepara a una “manovra” lacrime e sangue, ossia una mannaia sul 10% del totale dei posti di lavoro e 500 milioni di sterline (oltre 575 milioni di euro) di tagli complessivi nei prossimi due anni. «Ci aspettano scelte difficili», ha ammesso il direttore generale ad interim Rhodri Talfan Davies parlando alla redazione, «perché il solco tra uscite ed entrate si allarga sempre di più, in un’economia turbolenta, con i costi in ascesa e il nostro modello di canone sotto pressione».
«È un disastro», dice Philippa Childs, a capo del sindacato “Bectu”, «tagli di questa portata sono devastanti per i lavoratori ma anche per la stessa Bbc: danneggeranno inevitabilmente la sua capacità di adempiere alla propria missione pubblica. In un’epoca di fake news e di un settore sempre più concentrato nelle mani di poche multinazionali, il Regno Unito ha più che mai bisogno di una Bbc ambiziosa e sostenibile». Lapidaria la ministra della Cultura Lisa Nandy: «Come tutte le istituzioni, anche la Bbc deve prendere decisioni difficili». La British Broadcasting Corporation ha circa 21.500 impiegati totali a tempo pieno, dunque in esubero ci sono ora 2mila, tra giornalisti e lavoratori. Mentre sarà fortemente ridotto il budget dedicato a eventi, partecipazioni, conferenze e premi.
La mannaia, la peggiore negli ultimi 15 anni per la leggendaria “zietta” dei britannici, arriva proprio nel corso della staffetta tra i direttori generali. Ossia, dopo l’addio di Tim Davie – in seguito alla controversa copertura di Gaza e allo scandalo del discorso tagliato di Trump – e l’arrivo di Matt Brittin, che costituirà un’altra rivoluzione per la Bbc in quanto il prescelto 57enne è un ex dirigente di Google, senza competenze dirette di giornalismo.
Al di là dei tagli, sembra una tempesta perfetta contro la Bbc. Lo streaming e Internet stanno risucchiando fatturato e spettatori. Donald Trump le ha fatto causa per 10 miliardi di dollari per quel discorso al Campidoglio nel 2021 tagliato. La destra britannica, con in testa Nigel Farage ma anche Boris Johnson, la attacca ogni giorno, accusandola di essere parziale e «di sinistra», e insieme ai tabloid chiede l’abolizione del canone, che oramai ha sforato l’equivalente di 200 euro annuali. Gli “evasori” sono saliti a 300mila, inclusi i giovani che non hanno la tv.
Dunque, la Bbc dovrà cambiare il suo business per sopravvivere. Espanderà il proprio servizio online iPlayer, anche con un accordo con YouTube a gennaio. Ma basterà? L’Ofcom, l’autorità di regolamentazione dei media britannica, ha avvertito che la tv pubblica è «in via di estinzione» nell’era dello streaming. E in bilico c’è un altro, storico pezzo del decadente “soft power” britannico.