corriere.it, 15 aprile 2026
Artemis, luna finta per allenarsi a fare foto
Gli astronauti di Artemis 2 si sono allenati per ogni tipo di attività ed emergenza prima di partire per lo storico sorvolo della Luna: vie di fuga per emergenze in ogni fase della missione, risoluzioni di guasti (ad esempio quello del bagno), predisposizione degli esperimenti, manovre di attracco. Ma per riuscire a portare a casa le immagini eccezionali che hanno scattato alla Luna hanno dovuto allenarsi con istruttori fotografi della Nasa, Paul Reichert e Katrina Willoughby, che da 25 anni addestrano tutti gli astronauti che viaggiano con la Nasa. «Abbiamo appeso una gigantesca luna gonfiabile all’interno dell’edificio, abbiamo spento le luci e abbiamo scattato delle vere foto» ha dichiarato il pilota della missione Artemis II Victor Glover in un’intervista alla Nasa prima del lancio, pubblicata su X.
L’addestramento per cogliere i dettagli della Luna
Prima del lancio del 1° aprile, giorno della partenza, l’equipaggio ha seguito circa 20 ore di addestramento fotografico specializzato nel corso di due anni sotto la guida dei due istruttori professionisti. L’obiettivo per loro non era semplicemente «scattare belle foto», ma produrre immagini utili anche dal punto di vista scientifico, con un livello di precisione e qualità molto più elevato rispetto alla fotografia amatoriale. «La maggior parte delle persone sa usare una macchina fotografica e scattare una foto abbastanza buone, ma scientificamente parlando, non è questo che ci interessa. Insegniamo agli astronauti ad andare oltre le nozioni di base» aveva dichiarato Willoughby.
«Attraverso simulazioni realistiche, l’addestramento ha trasformato la nostra percezione del satellite, ne abbiamo compreso la geologia e i dettagli della superficie per lavorare al meglio in quei 45 minuti di massima vicinanza» racconta ancora Glover. «La cosa che mi colpisce davvero, oltre agli aspetti tecnici della fotografia, è il lato creativo: raccontare una storia, assicurarsi che le foto scattate trasmettano lo stupore e la grandiosità, concentrandosi anche su piccole cose inaspettate» aggiunge la specialista di missione Christina Koch.
La grande Luna gonfiabile
Gli astronauti si sono esercitati all’interno di una riproduzione realistica della capsula Orion dove hanno potuto utilizzare l’attrezzatura cercando i punti migliori dove fotografare una gigantesca Luna artificiale, un globo gonfiabile sospeso nel buio, per riprodurre il più fedelmente possibile le condizioni visive dello spazio. In questo ambiente controllato hanno potuto affinare inquadrature, esposizione e gestione della luce estrema, imparando a lavorare con contrasti difficili e riferimenti visivi limitati.
Le spettacolari immagini del «lato oscuro» della Luna: ecco le fotografie scattate dagli astronauti di Artemis II
Secondo Willoughby e Reichert, l’acquisizione di immagini è oggi diventata un elemento cruciale di qualsiasi missione. Le seconde opportunità nelle missioni spaziali sono rare. Se una foto non viene scattata come previsto è difficile avere una seconda opportunità, ed è per questo che è cruciale fornire agli astronauti la migliore formazione possibile.
Le attrezzature: reflex digitali e iPhone
Le fotocamere reflex digitali, già testate in orbita per anni, hanno garantito resistenza alle radiazioni e prestazioni elevate in condizioni di scarsa illuminazione. La Nikon D5, una reflex digitale a obiettivo singolo lanciata nel 2016 e da anni usata alla Stazione Spaziale Internazionale, è stata la fotocamera più utilizzata dall’equipaggio. «Per l’addestramento proponiamo agli astronauti un problema o una richiesta per un certo tipo di foto, e poi li lasciamo lavorare per capire come portare a termine il compito».
A queste si sono aggiunti sistemi più moderni e persino dispositivi di uso quotidiano come gli smartphone (Apple iPhone 17 Pro Max) utili per la rapidità di scatto ma più complessi da gestire in termini di trasmissione dati, un fattore non banale nello spazio profondo.
Il risultato eccezionale
Il risultato di questo lavoro preparatorio si è visto chiaramente durante la missione. Tra le immagini più impressionanti, spicca quella della Luna che eclissa completamente il Sole vista dal lato nascosto, con una corona luminosa appena percettibile e le stelle visibili sullo sfondo: uno scatto tecnicamente complesso e visivamente straordinario. Altre fotografie hanno documentato con grande dettaglio la superficie craterizzata e i momenti in cui la Terra sorge e tramonta all’orizzonte lunare, rimpicciolita dalla distanza record raggiunta dall’equipaggio.
A differenza delle missioni Apollo, gli astronauti hanno potuto rivedere immediatamente le immagini digitali, correggendo in tempo reale eventuali errori e ottimizzando gli scatti successivi. Questo, unito alla possibilità di trasmettere contenuti quasi in diretta, ha trasformato anche il modo in cui il pubblico ha potuto vivere l’esplorazione spaziale.