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 2026  aprile 16 Giovedì calendario

Hoepli, Mondadori acquisisce l’editoria scolastica

Mondadori chiude il primo pezzo. Hoepli spa, casa madre della libreria di Milano con 156 anni di storia, si divide. Il gruppo di Segrate firma il contratto per l’acquisizione del ramo d’azienda rappresentato dall’editoria scolastica: «L’accordo è stato sottoscritto con la liquidatrice dopo le interlocuzioni delle ultime settimane e punta a chiudersi entro il primo semestre al verificarsi di specifiche condizioni sospensive», dice un comunicato in serata.
È la prima mossa concreta dentro una partita ancora aperta. E segna un passaggio: la parte più redditizia dell’azienda trova una strada, il resto resta sospeso, dopo la decisione dei soci che il 10 marzo avevano annunciato la liquidazione.
La firma arriva mentre, nello stesso tavolo, si mette nero su bianco un altro punto. Nell’incontro in Assolombarda con i sindacati, la liquidatrice incaricata dai soci di maggioranza Laura Limido ha fatto mettere nero su bianco che «non è stata ricevuta alcuna offerta da 20 milioni».
Diverse fonti finanziarie confermano per contro l’esistenza della proposta di investimento da parte di un fondo italiano, con scadenza molto ravvicinata, per l’intera Hoepli spa, con mantenimento di tutto il personale. Il progetto prevede un business plan complessivo, tra offerta e rilancio della libreria e della casa editrice, per oltre 20 milioni, e la creazione di un hub della cultura là dove adesso c’è la libreria.
L’accordo con Mondadori riguarda anche il personale, aggiungono i sindacati: si è discusso del trasferimento di nove dipendenti alla società New Education di Mondadori entro il 4 maggio. Una transizione limitata, che non comprende gli altri sessanta lavoratori. La storica libreria a questo punto va verso la chiusura fissata il 30 aprile.
L’altro nodo resta il palazzo che ospita la libreria, di proprietà di una fiduciaria non interessata alla liquidazione ma collegata a Carlo Ulrico Hoepli e ai suoi tre figli Barbara, Giovanni e Matteo, che gestiscono anche il resto dell’azienda. Le trattative per la vendita dell’edificio sono ferme. E dentro quella trattativa pesa anche lo scontro societario.
Da una parte i tre figli di Carlo Ulrico. Dall’altra il cugino Giovanni Nava, che detiene circa il 33 per cento delle quote e attende la Cassazione su una causa iniziata nel 2022 rivendicando una parte delle partecipazioni, con la pronuncia favorevole di un’altra causa già ottenuta sul civile in Svizzera.