Corriere della Sera, 16 aprile 2026
Reazioni opposte alle foto di Trudeau e Katy Perry insieme
La foto di Rohrschach, l’ha definita il Washington Post: dimmi che impressione ti fanno Katy Perry e Justin Trudeau conciato come Willy il principe di Bel Air, seduti su un gradino al festival musicale Coachella, e ti dirò cosa pensi del diritto al relax, dell’invecchiare, del potere. Lo scatto circola sui social da due giorni, suscitando reazioni opposte.
A destra: Katy Perry, 41 anni, popstar in declino, in maglietta e bibita in mano, occhi un po’ sgranati dal flash. Nulla da ridire. A sinistra, il fidanzato – da luglio scorso – Justin Trudeau, 54 anni, maglietta in cotone bianco, in mano noodles istantanei, cappellino rovesciato, ex premier progressista del Canada, che ha governato dal 2015 al 2025.
Su di lui, e sull’abbandono della serietà che il ruolo gli ha chiesto fino a poco fa, hanno invece da ridire in tanti. A che età si smette di andare ai concerti col cappellino «e l’aria rilassata che ha solo chi si è preso qualcosina, o ha mollato un lavoro che lo obbligava a fare i conti con le mattane del governo Usa» (sempre il Post)? Dopo quanto tempo dalle dimissioni ci si può vestire come un dodicenne senza far pensare a chi hai governato per un decennio che non eri una persona seria? E poi proprio Katy Perry. Di certo a lei giova la storia con un uomo che ha (avuto) una statura pubblica: negli anni Dieci aveva venduto 143 milioni di dischi, poi una serie di fiaschi – il viaggio spaziale con la moglie di Bezos, una hit «femminista» che le femministe avevano trovato falsa e posticcia, il flop del tour mondiale 2025 – ne hanno fatto un’ex star per cui il meglio sembra alle spalle. La stessa ombra la proietta sull’immagine di Trudeau, a cui i canadesi non hanno perdonato un’impennata dell’inflazione.
Inoltre, il bicchiere da cui beve l’ex premier non è forse di plastica usa e getta? Nel 2022 ne aveva vietato la produzione e la vendita in tutto il Canada, e ok, il Coachella non è su suolo patrio, ma «questo str... fa il contrario di quel che dice», scrive ad esempio su X uno di molti hater.
Altri invitano i critici a rilassarsi: è stato un buon presidente, potrà ben avere una vita. Anche altre esponenti di quell’ondata di «giovani promesse» di sinistra, l’ex premier finlandese Sanna Marin e l’ex premier neozelandese Jacinda Ardern, si sono poi date a vite private di cui non rendono conto agli (ex) elettori. Ardern ha causato mugugni traslocando a Sydney: tanti neozelandesi emigrano in Australia, perché è vicina e meno povera, ma che a farlo sia l’ex premier desta in alcuni un senso di fregatura, come se lei stessa fosse cosciente di non aver lasciato il Paese meglio di come lo aveva trovato.
E il diavolo è nei dettagli: per Ardern è una casa su una spiaggia di Sydney troppo di moda. Per Trudeau, scrive il Washington Post, il cappellino all’indietro: l’avesse almeno messo dritto sarebbe sembrato uno che ai concerti è un po’ un pesce fuor d’acqua perché ha passato la vita a occuparsi d’altro. Per esempio dell’inflazione.