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 2026  aprile 16 Giovedì calendario

Ribaltone Mps, vittoria di Lovaglio

Chi gli aveva affibbiato il soprannome «Napoleone» sperava – quasi per un’allegoria – che questa assemblea potesse tramutarsi nella sua Waterloo. Si è trasformata invece nella sua Austerlitz. Partito con meno truppe, Luigi Lovaglio è riuscito in una rimonta e a conquistare le assise di Monte dei Paschi, tornando in sella alla banca che – pur avendo contribuito a ricapitalizzare e poi a sposare con Mediobanca – lo aveva disarcionato.
Ieri a Siena, infatti, l’assemblea dei soci di Rocca Salimbeni riunita per rinnovare il board si è trovata a scegliere tra la lista del cda – con la conferma del presidente Nicola Maione e la candidatura di Fabrizio Palermo come ceo – e quella presentata dalla Plt Holding dell’imprenditore delle rinnovabili Pierluigi Tortora, che opponeva Lovaglio di nuovo ad con l’ex Unicredit Cesare Bisoni come presidente. Le assise hanno scelto quest’ultima conferendole il 49,95% dei voti espressi contro il 38,79% affidato all’elenco del board, fortemente voluto da Caltagirone (azionista con il 13,5%) e sostenuto da Vanguard (3%), Enasarco (1,1%), Enpam (0,1%) ed Enpaia (0,2%), mentre quello di Assogestioni ha ottenuto il 6,94%. L’affluenza è stata pari al 64,1% del capitale. A determinare la vittoria sono state le preferenze accordate dal primo azionista Delfin (17,5% del capitale, rappresentato da Matteo Erede di Bonelli Erede, storico studio legale della cassaforte della famiglia Del Vecchio) a cui si è accodato Banco Bpm (3,7%). A favore di Lovaglio anche l’imprenditore Giorgio Girondi (3%) e i due grandi fondi Blackrock (4,9%) e Norges (2,4%). Non si sono presentati invece la Edizione (1,4%) della famiglia Benetton e il Tesoro (4,8%).
«Sento un grande senso di riconoscenza verso l’ingegnere Luigi Tortora e la sua famiglia e un altrettanto grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermata fiducia», ha commentato l’esito l’ex manager di Mps, accolto dal coro «Lovaglio! Lovaglio!» in assemblea e poi dall’applauso dei dipendenti che lo aspettavano fuori dalla sala. Anche la Borsa ha apprezzato l’esito, con il titolo di Rocca Salimbeni che, alle prime indiscrezioni sulla vittoria del nuovo ad, ha accelerato chiudendo a +4,67% a 8,6 euro e così la controllata Mediobanca (+4,8% a 19,1%).
«Penso» ci abbiano votato «tanti perché abbiamo raggiunto un quorum elevato, quindi penso che i maggiori azionisti di riferimento ci abbiano dato fiducia ma soprattutto» l’abbia fatto «il mercato», ha fatto eco Tortora al successo della lista. «Non avevamo punti di riferimento se non quello che ci ha spinto ad accettare questa sfida con una lista qualificata e aperta al mercato e quindi siamo molto soddisfatti», ha aggiunto. L’imprenditore ha definito il piano di Lovaglio «un punto di partenza» e «non un punto d’arrivo. È per questo che abbiamo accettato questa sfida, in termini di continuità di un progetto che secondo me porterà dei grandi risultati per il futuro». A conti fatti, la lista di Plt Holding ha ottenuto 8 rappresentanti nel board di Mps: Cesare Bisoni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini e Paola Leoni Borali; quella del consiglio uscente 6 consiglieri: Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra; mentre Assogestioni esprimerà Paola De Martini. L’esame del fit & proper (i requisiti di onorabilità, competenza, indipendenza) del board sarà affidato alla Bce: Lovaglio con Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, presidente di Delfin, resta ancora indagato per la scalata di Montepaschi a Mediobanca.
Il presidente dell’istituto senese sarà invece eletto nel primo cda che si riunirà nei prossimi giorni e che indicherà anche i due vicepresidenti. Dopo la rinuncia di Nicola Maione alla candidatura alla presidenza (e che ha fatto sportivamente i complimenti ai vincitori), la scelta dovrebbe convergere su Bisoni. Per la presidenza del collegio sindacale sgr e investitori istituzionali hanno indicato Pier Luigi Pace mentre Plt Monica Vecchiati come sindaco effettivo e Lavinia Linguanti come secondo sindaco; nomina contestata dal socio per delega Marco Ravaioli (Caltagirone) che ha preteso di mettere a verbale perplessità sul voto. Soddisfatti i sindacati, con la Fabi che ha chiesto «continuità e stabilità» al pari di Fisac-Cgil, First-Cisl e Uilca.