Corriere della Sera, 16 aprile 2026
Frenata del Pil, nel 2026 sarà tra il meno 0,2 e il meno 0,4%
Un Pil in frenata e «con ampi margini d‘incertezza» è quello che prevede l’Upb, l’Ufficio parlamentare di Bilancio che nel primo trimestre 2026 stima una crescita italiana del Pil tra lo 0,1 e lo 0,2%, (la guerra in Medio Oriente «incide ancora poco sull’Italia»), ma poi rivede al ribasso le stime nei trimestri successivi. Nella sua nota di aprile, l’Ufficio fa varie simulazioni sul biennio 2026-2027. La migliore vede un consolidamento della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz con un peggioramento del Pil dello 0,2% nel ’26 e nel ‘27. Nel caso in cui invece le tensioni nel Golfo continuassero «gli effetti macroeconomici – scrive l’Upb – risulterebbero più intensi» con una riduzione della crescita del Pil di 0,4 punti percentuali per anno. E l’inflazione crescerebbe in modo «significativo»: +1,3% nel 2026; +0,5% nel 2027. Già ora soffre il settore manifatturiero e vengono registrati un moderato andamento dei servizi e un rallentamento delle costruzioni. E peggiore il clima di fiducia, di imprese e famiglie.