La Stampa, 15 aprile 2026
Va negli Usa per sposare il fidanzato degli anni ‘50, l’Ice arresta 86enne francese
Doveva essere una storia d’amore a lieto fine, anche se con qualche decennio di ritardo, ma si è trasformata in un incubo. La relazione tra Marie-Thérèse, 86enne francese originaria della Bretagna e Billy, ex militare americano, iniziò negli anni ‘50 in una base Nato vicino al porto atlantico di Saint-Nazaire. Il fidanzamento si interrompe nel 1966, con il suo ritorno negli Stati Uniti. Passa una vita intera senza nessun contatto fino a che nel 2010 i due, entrambi sposati e con figli, si ritrovano sui social media. Nell’aprile del 2025, rimasti entrambi vedovi, Marie-Thérèse annuncia alla famiglia che si sarebbe trasferita ad Anniston, in Alabama, per sposare il suo grande e mai dimenticato amore. Detto, fatto. Il figlio di Marie-Thérèse racconta ai media francesi che Billy, colonnello in pensione e pilota di elicotteri, era «un uomo affascinante e adorabile. Lui e mia mamma erano innamorati come due adolescenti».
La morte di Billy e l’arresto di Marie-Thérèse
L’idillio però è destinato a durare poco. Billy muore nel gennaio 2026 e Marie-Thérèse non ha ancora ottenuto la carta verde che le avrebbe consentito di restare regolarmente negli Stati Uniti. Poco dopo si trova coinvolta in una disputa con uno dei figli del defunto marito, che a suo dire le aveva interrotto la fornitura di acqua, elettricità e internet a casa. Il primo aprile, otto giorni prima dell’udienza, la donna è stata arrestata dagli agenti dell’Ice – l’agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione – e si trova ora in un sovraffollato centro di detenzione in Louisiana. Uno dei suoi figli ha raccontato al quotidiano Ouest-France che l’Ice trattato la madre «come una criminale incallita, ammanettandola mani e piedi». «Per noi è urgente farla uscire dal centro di detenzione e riportarla in Francia- continua -. Date le sue condizioni di salute, non resisterà un mese in quelle condizioni».
Lui, suo fratello e sua sorella non hanno avuto notizie della madre per una settimana dopo l’arresto, finché i funzionari consolari francesi hanno ottenuto il permesso di farle visita. «È come una brutta scena di un film americano – conclude il figlio di Marie-Thérèse -. Ogni mattina mi sveglio dicendo che non può essere vero, che ho fatto un incubo».