la Repubblica, 15 aprile 2026
L’Europa protegge il suo acciaio
Importazioni di acciaio esenti dai dazi ridotte a 18,3 milioni di tonnellate all’anno, con un taglio del 47% rispetto alle quote del 2024, e dazi doganali del 50% (anziché dell’attuale 25%) alle importazioni che superano la quota e ai prodotti siderurgici non inclusi nel regolamento. Sono le linee principali del regolamento sull’acciaio approvato nella notte dal Consiglio e dal Parlamento europei: a brevissimo il nuovo testo riceverà il via libera delle istituzioni Ue e potrà entrare in vigore l’1 luglio di quest’anno, senza lasciare pericolosi vuoti normativi.
La stretta per proteggere l’acciaio Ue e il lavoro
Il nuovo regolamento era necessario per dotare la Ue degli strumenti necessari per contrastare l’impatto negativo della sovrapproduzione globale sul mercato siderurgico europeo, una volta scadute le attuali misure di salvaguardia, in vigore dal 2018, il 30 giugno 2026, reputate comunque insufficienti rispetto ai livelli attuali. Le norme sono state accolte con favore dall’industria siderurgica europea. Eurofer, l’organizzazione Ue di settore, l’ha definita «una risposta senza precedenti che proteggerà la capacità produttiva siderurgica europea, salvaguarderà oltre 230mila posti di lavoro e stabilizzerà un settore spinto al limite da importazioni record e sovracapacità globale».
«L’acciaio europeo si trovava sull’orlo di un precipizio e questa misura commerciale ci aiuta ad allontanarci da esso. – afferma Axel Eggert, direttore generale dell’Associazione europea dell’acciaio – Frenando l’insostenibile pressione delle importazioni, sostiene la capacità siderurgica nazionale e consente al settore di proseguire il suo processo di decarbonizzazione. Riporterà in Europa 15 milioni di tonnellate di capacità produttiva di acciaio, contribuendo al contempo a preservare circa 30mila posti di lavoro diretti e 200mila posti di lavoro indiretti in Europa». Soddisfatto anche il commissario Ue all’industria Stephane Sejourne, che definisce l’accordo «una vittoria concreta per le nostre acciaierie, i nostri lavoratori della siderurgia e la nostra sovranità industriale».
Il Parlamento europeo ha chiesto e ottenuto che la Commissione debba tenere conto dell’origine dell’acciaio nell’assegnazione delle quote annuali. I parlamentari hanno anche insistito sulla necessità di una revisione tempestiva del nuovo regolamento e di adeguarlo, se necessario, per garantire protezione al settore siderurgico dell’Ue. La prima revisione da parte della Commissione avverrà tra sei mesi, per valutare se sia necessario o meno estendere l’ambito di applicazione dei prodotti.