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 2026  aprile 15 Mercoledì calendario

Dieselgate, il risarcimento record di Altroconsumo

Si chiude con numeri senza precedenti in Italia la lunga vicenda del Dieselgate. Oltre 46.700 consumatori hanno ottenuto complessivamente più di 42,8 milioni di euro grazie all’accordo transattivo tra Altroconsumo e Volkswagen, con la definitiva chiusura della piattaforma per le adesioni. È il più rilevante risultato mai raggiunto nel Paese attraverso un’azione collettiva.
La vicenda risale al 2015, quando l’Environmental Protection Agency statunitense rivelò che Volkswagen aveva installato su milioni di veicoli diesel un software (defeat device) capace di riconoscere i test di laboratorio e ridurre artificialmente le emissioni di ossidi di azoto. Su strada, invece, i livelli risultavano ben superiori ai limiti di legge. Lo scandalo, rapidamente esteso all’Europa, portò alle dimissioni dell’allora amministratore delegato Martin Winterkorn e a una profonda crisi reputazionale e industriale per il gruppo tedesco, oltre a multe miliardarie e contenziosi in tutto il mondo.
In Italia, l’azione collettiva è stata promossa dal network Euroconsumers e gestita da Altroconsumo, che ha accompagnato il procedimento fino all’accordo raggiunto nel maggio 2024. I consumatori ammessi, proprietari di auto acquistate tra il 2009 e il 2015, hanno ricevuto importi compresi tra 550 e 1.100 euro per veicolo, con una maggiorazione di 300 euro in caso di comproprietà. In totale, 46.740 aderenti hanno accettato la proposta transattiva, per un ammontare complessivo di 42.844.354 euro.
«Sono numeri record», ha dichiarato Federico Cavallo di Altroconsumo, rivendicando un risultato ottenuto dopo oltre dieci anni di contenzioso e negoziazione. La chiusura della piattaforma segna anche la conclusione operativa dell’accordo, mettendo fine a una delle vertenze più lunghe e simboliche legate al Dieselgate in Europa.
Il caso italiano resta significativo anche nel confronto internazionale: mentre negli Stati Uniti i risarcimenti hanno raggiunto livelli molto più elevati, in Europa le azioni collettive hanno prodotto esiti più frammentati. In questo contesto, l’accordo italiano rappresenta uno dei risultati più concreti ottenuti attraverso strumenti di tutela collettiva, in un sistema che solo negli ultimi anni ha iniziato a rafforzarsi.