Corriere della Sera, 15 aprile 2026
Forza Italia, Costa nuovo capogruppo
Una gestazione lunga qualche settimana, ma alla fine cambia il capogruppo di Forza Italia alla Camera, come da richiesta di rinnovamento della famiglia Berlusconi. Paolo Barelli si è dimesso. Veleggia verso il ruolo di viceministro ai Rapporti col Parlamento: forse la nomina arriverà nel Consiglio dei ministri già di domani. Il nuovo capogruppo, eletto per acclamazione, è Enrico Costa.
«Ringrazio Silvio Berlusconi – è stato il primo pensiero che Costa, molto emozionato, ha rivolto davanti ai «suoi» deputati —, ringrazio Antonio Tajani, amico di mio padre, Barelli e Cattaneo che mi hanno preceduto. Ci dobbiamo occupare di libertà e diritti». L’assemblea del gruppo, dieci minuti in tutto, si è conclusa con l’impegno di «ascoltare e conoscere tutti i componenti del gruppo per valorizzarne le competenze e le capacità individuali». Una mano tesa. Seguita da un brindisi. Anche Tajani ringrazia Barelli «leale e concreto» e saluta Costa «capace e competente».
Accantonata la pratica capogruppo, restano gli altri nodi da sciogliere: primo tra tutti un dialogo da ricostruire con la minoranza interna. Il previsto faccia a faccia tra Tajani e Giorgio Mulè è slittato a stamattina, impegni istituzionali del ministro degli Esteri permettendo. Oggetto della trattativa sono, oltre ai possibili interventi sull’ufficio di presidenza del gruppo parlamentare – sarebbero in forse il ruolo di vicario, ora affidato a Raffaele Nevi, e quello di tesoriere, detenuto da Stefano Benigni – i congressi regionali. Partita, delicatissima, affrontata due giorni fa da Marina Berlusconi e Alberto Cirio, delegato da Tajani a discuterne. L’input della primogenita del Cavaliere resta quello di rinviare ovunque manchi un candidato unitario. Significherebbe evitare le assise in Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia. Ma pronti a fronteggiarsi sono anche due schieramenti in Lombardia, culla del berlusconismo.
E questo è il prossimo banco per il fronte interno. Riguarda invece l’intera maggioranza la «promozione» di Barelli al governo. In cambio del via libera al ruolo di viceministro per l’ex capogruppo forzista (un raddoppio: Matilde Siracusano resterebbe al suo posto di sottosegretario) Tajani rimuoverebbe il veto sull’indicazione leghista di Federico Freni alla Consob. Per un effetto domino, allo spostamento di Claudio Durigon (leghista) al Mef, al posto di Freni, potrebbe seguire l’ingresso di Chiara Tenerini, deputata forzista alla prima legislatura, fedelissima di Tajani, al ministero del Lavoro. Una doppia promozione per FI che però potrebbe essere osteggiata da FdI.