Corriere della Sera, 15 aprile 2026
«Farmaci, rischio carenze entro l’estate con la guerra»
Se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, nel giro di alcuni mesi potrebbero esserci delle carenze di farmaci come paracetamolo, antibiotici, farmaci oncologici, la cui produzione dipende dai precursori petrolchimici che arrivano dal Golfo e transitano per lo Stretto. «La guerra in Iran sta determinando il terzo shock in quattro anni – ha evidenziato ieri il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, a margine di un evento sul settore a Roma –. Vediamo già un aumento dei costi di produzione di oltre il 20%, che si somma a quelli già registrati dal 2021». Fare una previsione sulla durata delle scorte è difficile, perché dipendono dai piani delle aziende. «Ma entro alcuni mesi la situazione potrebbe essere problematica», ha precisato Cattani. «Il rischio – ha aggiunto Lucia Aleotti, vicepresidente di Confindustria per il Centro studi – è che ci possa essere una limitazione delle forniture di farmaci in Europa e in Italia, a partire dall’estate o dopo l’estate. Cruciale è il tipo di risposta che i Paesi e la Commissione Ue sapranno dare». Uno dei principali problemi, sottolinea Farmindustria, che chiede a Bruxelles di intervenire, è la dipendenza da Cina e India per i principi attivi più comuni, pari al 74%.